"Storia di un eroe" di Franz Amato

Storia di un eroeQuello di Cori, giovane assorbito dalla dipendenza, è letteralmente un voyage en enfer, solo che non si tratta della stagione di Arthur Rimbaud, ma della storia vera e propria di un eroinomane, riletta in chiave fortemente allegorica. Un uomo completamente caduto nei meandri della perdizione, morbosamente attirato nelle spire fatali della droga, che sotto le sembianze seducenti di una donna insensibile, consuma le carni e lo spirito dell'eroe del titolo. Moderno Ulisse in lotta contro gli elementi, avanza alla cieca, assordato dal canto delle sirene e perduto in un mondo di illusioni, come quello disegnato nell'enigmatica copertina a cura di Carlo Elmo per Lalli editore.

La disperazione come compagna e l'oscura forza della sostanza come sostegno, volti assurdi e deformati di un ambiente da incubo, popolato di mostri, balordi, criminali e approfittatori. La vicenda narrata da Amato è una storia di profonda disperazione, ma anche un racconto di speranza, di morte e di rinascita. Quando la crudele passione che consuma, comincia lentamente a sfumare, resta pur sempre, sofferta ma intatta, la radice del vero amore per la vita, impersonata da una giovane pura ed innocente.

Aveva appena detto queste parole, che si sentì chiamare e vide, lungo la riva del mare, la sua amata principessa che giocava a rimbalzello gettando sassolini sul filo dell'acqua.
Cori si precipitò verso di lei e la udì dire: "Ti ho visto, da lontano mentre pregavi e ciò ti onora perché sai ancora ringraziare e poi, pregare è pur sempre credere nell'impossibile e tu, certo, ne hai bisogno.
Ma ora devi proseguire il tuo viaggio e scendere in quel grande mare che è l'immagine dell'inafferrabile fantasma della vita. Ma ricorda bene ciò che ti dico: non puoi afferrare la tua vera immagine riflessa nelle acque ma devi portarmi uno specchio che troverai sul fondo del mare. Solo in quello specchio, conoscerai la verità che ti renderà libero. Va e non temere: io sarò per te la stella che guida nella notte".
Il nostro eroe si spogliò e, completamente nudo, si tuffò nel mare. Mentre scendeva verso il fondo, slanciandosi con vigorose spinte di tutto il corpo, sentì dentro di sé la nostalgia di non crescere mai, di ritornare alle origini della vita, di diventare piccolo come un seme e raggomitolarsi nel ventre materno.

Via | toscanalibri.it

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