Una lettera di Stanislas Rodanski a André Breton

Stanislas Rodanski Stanislas Rodanski è ormai una nostra "vecchia conoscenza", nella misura in cui abbiamo già avuto modo di parlare di lui nelle colonne di booksblog. Durante uno dei suoi numerosi e ripetuti periodi di internamento presso il manicomio di Villejuif, il poeta lionese scrisse una lettera ad André Breton, antico compagno surrealista.

Pubblicata per la prima volta nel numero 1 della rivista Exit (nell'ottobre del 2010), la missiva è composta da quattro pagine fronte-retro, in carta quadrettata di cattiva qualità. "Istoriate" con inchiostro blu, sono datate dal primo aprile 1950 fino al 28 dello stesso mese, come testimonia il timbro postale sulla busta. Contenuta all'interno del lotto "manuscrits, n°2330", e venduta nel 2003 ad un libraio parigino è stata successivamente acquisita dalla Bibliothèque municipale de Lyon, dove è custodita ancora oggi. Ve ne restituiamo una parte liberamente tradotta:

Primo aprile

Caro André Breton,

non so se sia la data, con il suo portato immaginifico, che mi incita a scrivervi stasera, a parlarvi di quest'anima, sentinella sempre allerta - in allerta da sempre - e il cui canto notturno sale e si infiamma con i fuochi di Saint Jean, che, quando arriva la stagione - fiammeggiano solitari agli occhi di qualsiasi guardia? Come un falò che attende il giorno, penso alle luci della città. Non si tratta per me di andare al fondo del coma per ritrovare la ragione del mio spirito, poiché mi si vuole guarire da un male la cui luce redentrice mi ha sfilacciato.
[tre linee barrate]
Non sono più intrappolato in questa cella atroce con la sola prospettiva di vedere il cielo mutare le forme del desiderio su una prigione di pazzi - quello che era il mio orizzonte precedente, tra i muri che gli assassini hanno ricoperto di graffiti.
Dalla mia stanza, di fronte al vetro, posso vedere le luci della campagna, dei visi grigi come le mie giornate - tristi e belle ...continua.

Via | exitmag.fr

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