Dieci frasi di Charles Bukowski a vent’anni dalla morte

Il 9 marzo prossimo saranno vent’anni dalla morte di Charles Bukowski: ecco dieci frasi tratte dai suoi libri.

Si avvicina il ventennale della morte di Charles Bukowski: il poeta e scrittore statunitense di origine tedesca morì infatti il 9 marzo 1994 a San Pedro, un distretto di Los Angeles, a causa di una leucemia fulminante.

Nel corso del tempo Bukowski, grazie anche ai suoi oltre sessanta libri decisamente corretti, si è trasformato in una icona sempre più seguita da molte lettrici e molti lettori e il fatto che sia morto ha contribuito a renderlo un mito (anche se spesso, bisogna riconoscerlo, viene citato a sproposito).

Ecco, intanto, un nostro primo omaggio a Charles Bukoswki con dieci frasi tratte dai suoi libri.

Charles Bukowski


  1. Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso. (Niente canzoni d'amore)

  2. Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse. (Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze)

  3. La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c'è bisogno di sprecare il tempo andando a votare. (Compagno di sbronze)

  4. La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelati, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col wurstel, balli folk, Gesù Cristo, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l'omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda. (A sud di nessun nord)

  5. Ordinai un altro giro di drink. Alzò il bicchiere e mi fissò mentre beveva un sorso. Aveva gli occhi blu e quel blu mi entrò nel profondo e lì restò. Ero ipnotizzato. Uscii da me stesso e mi tuffai in quel blu. (Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze)

  6. Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro (Donne)
  7. Quando la morte verrà a pigliarci, [...] ci sputerà via come un osso già spolpato e pulito da un pezzo, indurito e secco e... che cosa? E niente. (Niente canzoni d'amore)
  8. Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive. (A sud di nessun nord)
  9. Tutti gli scrittori sono dei poveri idioti. È per questo che scrivono (Musica per organi caldi)
  10. Venne il momento della prima corsa. Henry si avviò verso il settore dei solitari, dei dementi e della brutta gente, quella coi tacchi delle scarpe consumati e con quelle facce, derubate di tutto da tempo immemore, di tutto, salvo la determinazione a tirare avanti, anche senza la minima traccia di speranza o di musica, anche senza la minima speranza di vittoria. (Azione)
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