La sfida degli insegnanti di latino e greco alla ministra Giannini: salviamo la cultura classica

Sempre più spesso si tende a mostrare la cultura in generale, e quella classica in particolare, come un qualcosa di inutile. Saprà la ministra Giannini affrontare la sfida che le si prospetta davanti?

Vari professori di latino e greco daranno oggi uno speciale “benvenuto” a Stefania Giannini, neo Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del Governo Renzi. La presa di possesso del “suo” nuovo ufficio in viale Trastevere sarà salutata dalla protesta dei licei classici di Roma preoccupati per l’emorragia di iscrizioni e per le riforme che fino ad oggi non hanno fatto altro che affossare la scuola italiana.

La stessa ministra Stefania Giannini, all’indomani della nomina, aveva gettato sconcerto fra i professori che si sono visti ancora una volta presi di mira come impreparati, incolti e ancorati a privilegi di altri tempi. Per non parlare poi della sua presa di posizione sugli eBook che lei vede un po’ antagonisti dei libri cartacei: per la serie: “Facciamo le riforme (forse) a patto che tutto rimanga com’è”.

Stefania Giannini, ministra dell'istruzione italiana

È noto che le riforme che si sono susseguite negli ultimi, Gelmini in testa, hanno sconvolto il sistema scolastico italiano che, se non poteva essere definito all’avanguardia, aveva comunque i suoi meriti e i punti di forza. Il vero problema è che, già a livello di ministeri, si tende a mostrare la cultura in generale, e quella classica in particolare, del tutto inutile e superata nel mondo attuale. Come dire: computer batte latino, informatica vs filosofia e, con buona pace di certa politica della rottamazione, via la geografia che non serve.

La ministra, per sua stessa ammissione una “secchiona-allegra”, dovrà ridare alla scuola italiana la spinta di cui necessita, il che non significa sacrificare ore di lezione e stravolgere i piani di studio, ma valorizzare l’opera di docenti capaci e troppo spesso umiliati e trasformati a meri impiegati, legati ai programmi e al loro compimento, più che alle esigenze degli studenti.

Buon lavoro alla ministra, dunque, e che mostri da subito attenzione a quanto le verrà proposto “dalle barricate”.

Via | Corriere

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