Se anche Fabio Volo cita testi senza controllare le fonti

Un caso di falsa attribuzione di un testo poetico da parte di Fabio Volo (si tratta di Farfalle di Mario Quintana), mi ha fatto scaturire una riflessione.

La rete, si sa, è un posto meraviglioso in cui le notizie si muovono velocissime e in cui succede di tutto. Come, per esempio, attribuire un testo a un autore o un’autrice che non l’ha scritto. Non è certo una novità: basti pensare, per esempio, a Lentamente muore che viene fatta passare per una poesia di Pablo Neruda e invece è di Martha Medeiros.

Recentemente è caduto in uno dei questi inganni della rete Fabio Volo che, durante la trasmissione radiofonica Il Volo del mattino, ha declamato un testo del poeta brasiliano Mario Quintana in cui si parla di farfalle. L’audio della trasmissione è disponibile sul sito di Radio DeeJay (di cui riportiamo uno screenshot in cui si evidenzia la dicitura Mario Quintana e le farfalle). A tutti può capitare di sbagliare, naturalmente, e non c’è nulla di male (anche se un controllo sulle fonti è sempre auspicabile).

Ne scrivo, però, su Booksblog perché sono stato direttamente interessato da questo fake di Fabio Volo e la situazione mi ha portato a fare una riflessione.

Se anche Fabio Volo cita testi senza controllare le fonti

Sono direttamente chiamato in ballo nella questione perché Mario Quintana – poeta notissimo in Brasile (alla stregua di Giuseppe Ungaretti da noi) – è quasi del tutto sconosciuto in Italia, se non per alcuni libri che sono stati pubblicati dalla mia piccola casa editrice. Dal giorno in cui Fabio Volo ha letto il falso testo di Mario Quintana in radio, sono tempestato di telefonate, email, messaggi su Facebook di persone (a iniziare da librai) che vogliono acquistare il libro di Quintana che contiene tale poesia. Il fatto è, come detto, che Farfalle non è un testo di Mario Quintana e non si sa di chi sia (forse Kátia Cruz, mentre il tanto lodato verso sulle farfalle si può far risalire a Walter D. Ehlers, come nota Natale Fioretto, traduttore italiano di Mario Quintana).

La riflessione che mi è scaturita è la seguente: ci sono poesie splendide in giro, di autori italiani e non italiani, ma le persone cercano un testo (apocrifo) di un poeta (sconosciuto in Italia) solo perché l’ha letto alla radio Fabio Volo. Del potere di televisione e radio nessuno si scandalizza, ovviamente: ma andare in libreria e prendere un testo qualunque di poesia (o anche scaricarlo in versione eBook) non è forse meglio? Che poi, a dirla tutta, il testo letto da Fabio Volo è molto, troppo new age e non ha proprio nulla a che vedere con il modo di scrivere che aveva Mario Quintana.

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