Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non)

Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non)

La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa. Stando al comunicato stampa finale l'edizione di quest'anno ha visto la “rivoluzione della piccola editoria”:

I piccoli editori sono da sempre una delle grandi ricchezze del Salone di Torino, perché offrono una grande varietà di titoli difficilmente reperibili altrove; esprimono la vivacità e la ricchezza creativa dei territori italiani; e al Salone riescono a proporre la loro produzione accanto ai big dell'editoria. Tuttavia patiscono più di ogni altro la congiuntura economica in termini di vendite; i costi di partecipazione al Salone; la minore capacità di proporsi con appeal ed eventi; la frammentazione e difficoltà a fare massa critica. Il Salone raccoglie con convinzione le loro istanze e dal 2013 intende rinnovare radicalmente le modalità della loro presenza a Torino.

Come per tutti gli eventi (grandi o piccoli) le impressioni sono diverse. Molti visitatori puntano il dito sul discorso “biglietto di ingresso”: è una nota dolente per tutti i festival letterari. Personalmente sono sempre stato dell'idea che sia meglio far pagare una sorta di “biglietto di uscita”: se hai comprato almeno un libro non paghi nulla, se non hai comprato libri paghi un biglietto.

Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non) Scriveva qualche tempo fa un utente – Mario Bianco – sulla pagina Facebook del Salone:

Se il salone ci "liberasse" dai 10 euro di ingresso sarebbe una bella cosa. Pagare per guardare libri che trovi in una qualsiasi libreria è machiavellicamente scorretto. È il Salone che dovrebbe pagare la gente per far si che entri...

Anche perché, secondo Tina Ballestroni, alla fine tutti questi sconti sui libri non c'erano:

Posso dire che trovo "bizzarro" che gli sconti li facciano solo i piccoli editori?

Sull'andamento del Salone in genere abbiamo raccolto il parere dello staff di Due minuti un libro, network che si occupa di recensire libri attraverso le radio. Ci hanno detto:

Il motivo conduttore di questa edizione è la “Primavera digitale”. Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone internazionale del Libro, afferma che le nuove tecnologie stanno introducendo mutazioni profonde e incalzanti nel nostro modo di leggere, scrivere, comunicare, ritrovarci, vendere, acquistare, persino di pensare, ma parlando con tantissimi editori presenti ci è sembrato toccare con mano due correnti diverse: una ancorata al cartaceo, incredula che, almeno al momento, questa stagione digitale possa portare dei frutti ed avere un futuro; l'altra già attiva e interattiva scommette sulla rete e sui tablet, presente nei social media e nel cloud. Tantissimi gli autori presenti, tantissime le presentazioni di libri, molto ricco e di qualità il programma degli appuntamenti; spesso ci siamo trovati a dover scegliere un incontro ai danni di un dibattito altrettanto interessante. Se potessimo sistemare in ordine sequenziale tutti gli eventi che hanno accompagnato questa edizione, certamente un mese non basterebbe. I visitatori tanti come sempre, soprattutto nel fine settimana.

Secondo alcuni il tema della Primavera digitale non è stato proprio eccezionale come scelta, visto che alla fine si faceva fatica a “vedere” questo digitale: sembrava che la primavera digitale abbia faticato a sbocciare con tante le idee e ancora pochi i risultati concreti considerato che diversi stand dedicati all'editoria digitale hanno pensato bene di rimaterializzare l'eBook attraverso foto di libri e librerie “per dare la sensazione della fisicità che manca”.

A proposito di primavera digitale e nuove tecnologia, nota EBrugnate:

Nei dibattiti sulle nuove tecnologie a #SalTo12 ho avuto l'impressione che le nuove tecnologie in questione fossero citofono e penna a sfera.

Simpatica l'idea di scrivere storie anche sulle bustine di zucchero al bar, forse un po' per scaramanzia e per la dibattuta questione libro cartaceo vs eBook (ancora? Ancora!), come nota la casa editrice Marcos y Marcos:

Ottima la primavera digitale ma... senza libri, il #SalTo15 ce lo scordiamo. Libri & files debbono fare amicizia, ma non per finta!

Alla fine, come è andata quest'edizione del Salone del Libro? Ce lo dice con un tweet Gabriele Ferraris:

Ogni anno, l'ultimo giorno,tutti a chiederti come pensi che sia andata. E come doveva andare? Come sempre.

Foto | TMNews

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