Salone del Libro di Torino 2012 ed ecommerce dei libri

Salone del Libro di Torino 2012 ed ecommerce dei libri


A proposito di libri, librerie e vendite online scrive Diego Vitali sul suo blog riflettendo sul Salone di Torino 2012:

Ho sentito dire cose che fanno riflettere, tipo che torneranno le librerie di legno e i commessi in camice. Cose dette da chi sta nelle stanze dei bottoni dell’editoria. E allora capisco perché va tutto a rotoli. Sì, probabilmente il modello della libreria curata, con personale qualificato, rivolta ai lettori affezionati e forti, può funzionare. Ma non può essere la soluzione. È il frutto di un desiderio più che di un calcolo. Amazon è ancora troppo conveniente per un acquirente, c’è poco da fare. Ma perché gli editori, invece di vederlo come il diavolo, non cominciano a pensarlo come un fattore strategico? Il web è la killer application, anche per i libri di carta.

È vero: molti editori, anche se non lo ammetteranno mai, hanno paura di Amazon. Altri, invece, hanno capito (finalmente!) l'importanza di essere presenti in rete e si organizzano sia per essere visibili che per vendere online.

In proposito abbiamo scambiato due chiacchiere con Isabella Leva, Project Manager di Biblos, una piattaforma online – rivolta a case editrici e librerie – che permette di aggiornare il proprio e-commerce senza conoscere linguaggi di programmazione e codice html.

A proposito del punto di vista dei “professionisti del settore” Isabella Leva ci ha detto:

Piacevole lo scambio di idee avuto con i professionisti del settore e con il pubblico sulle tematiche legate al mondo dell’editoria e all’andamento del mercato online e tradizionale. L’elemento che è saltato più all’occhio nel padiglione legato al B2C è stata la presenza di grosse realtà del settore (IBS, Mauri Spagnol, RCS per citare alcuni nomi) che hanno fatto percepire la loro mole sia in relazione agli spazi occupati che alla fama che riscuotono.

Ma, sottolinea Leva, che

L’impressione continua a essere quella del pesce grande e di tanti pescetti piccoli che faticano a competere con realtà di questo livello.

E spiega:

Se da un lato assistiamo alla curiosità e al desiderio degli editori di ampliare il proprio bacino di utenza tramite il web, dall’altro permane una bella fetta di professionisti del settore che non vogliono assolutamente sentir parlare di affidare il loro catalogo all’online. Il mercato tradizionale continua a essere per alcune realtà l’unica via praticabile.

Ovviamente il “problema” annoso per molti sembra essere sempre lo stesso: eBook o no? Chiosa Isabella Leva:

Su questa scia si instaura anche la diatriba pro e contro e-book. Se da una parte troviamo chi nell’ebook vede il futuro del mercato, dall’altra ci scontriamo con quelli che a solo sentirlo nominare rabbrividiscono e scuotono la testa, fermi e convinti che il solo libro sia quello fatto di carta.

E conclude:

A ciascuno la propria opinione. Il treno del mercato è partito e non resta che salire a bordo o, restare a terra. L’importante è scegliere.

Forse è questa volontà/capacità di scegliere che manca a molti (tanto editori quanto lettori).

Foto | Gabriele Ferraresi

  • shares
  • Mail