Salone del Libro di Torino 2012: i libri si vendono (o forse no?)

Salone del Libro di Torino 2012: i libri si vendono (o forse no?)


Si conclude oggi il Salone del Libro di Torino edizione 2012 che era iniziato con un grido di allarme e pare concludersi con uno di gioia. Presentando i dati dell'indagine indagine NielsenBookScan sul tema “La tempesta perfetta. Editori e canali di vendita di fronte a riduzione dei consumi e cambiamenti tecnologici”, l'Associazione Italiana Editori così titolava: “Salone Torino: chiude in negativo il 2011 per il mondo del libro, peggiora il 2012: -3,5% a fine 2011. Meno 11,8% a fine marzo 2012” e snocciolava una serie di dati allarmanti che non lasciavano sperare nulla di buono.

E il 2012? Si acuisce il momento difficile: -11,8% a valore: nel periodo 1 gennaio – 24 marzo NielsenBookScan evidenzia un pesante segno negativo, sia sul fatturato trade (-11,8%, pari a 276milioni di euro; era 313milioni di euro lo scorso anno), sia nel numero di copie vendute (-10,8%, pari a 21,1milioni di copie; erano 23,7milioni di copie nel 2011). Questo nonostante lo sforzo competitivo degli editori che ha portato a una diminuzione (tra ottobre 2011 e febbraio 2012) del prezzo medio di vendita dei libri attorno al 7%.

Stando agli editori presenti al Salone, invece, pare che di libri se ne siano venduti. Riportiamo uno stralcio da Gli Amanti dei Libri:

Torino pare essere un’isola davvero felice. Sono infatti gli stessi editori a segnalare un aumento dei visitatori e delle vendite durante questa edizione del Salone rispetto ai dati raccolti l’anno scorso. «Non me ne sarei certo stupito» dice Lorenzo Fazio, l’editore di Chiarelettere che pure anche quest’anno aveva schierato i suoi pezzi da novanta, Marco Travaglio in testa. E invece… «E invece è andata benissimo». La casa editrice è collegata al Gruppo Gems, che considera nei primi calcoli tutte le sigle radunate nel suo vasto padiglione. Il direttore generale Marco Tarò non ha dubbi: «Nell’insieme siamo andati come l’anno scorso in termini di valore, e probabilmente meglio per copie vendute, posto che i nostri due bestseller di quest’anno, e cioè i libri di Gramellini e Carrisi, hanno un prezzo di copertina inferiore a quelli del 2011». La considerazione vale per tutti. Einaudi si spinge a ipotizzare fino a un 12 per cento in più nella giornata di sabato, Laterza e Sellerio danno una valutazione che si aggira sulle cifre dello scorso anno, Rcs è più analitica: risultati simili giovedì e venerdì, un incremento del 10 per cento sabato. Che è stata la giornata decisiva, quella per certi versi della svolta.

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