Le nostre assenze, di Sacha Naspini

Sacha Naspini, Le nostre assenzeUna storia che ti scava dentro quella narrata da Sacha Naspini nel romanzo Le nostre assenze, pubblicato da Elliot. Scava dentro ai protagonisti e dentro al lettore. Scava perché narra di solitudini e di assenze, come recita il titolo, e di situazioni che, in un modo o nell'altro, hanno il sapore della quotidianità. Dalla morte fisica del nonno a quella intima della nonna che vive di ricordi rammentando una storia d'amore di quarant'anni prima. Dall'abissale solitudine e lontananza tra genitori all'incomunicabilità con il figlio. Dagli amori che finiscono alle (pseudo) amicizie tenute in piedi per una sorta di convenienza.

Le nostre assenze racconta la vita di un ragazzo che si trova ad affrontare tutte le situazioni sopra descritte e, in alcuni casi, a esserne l'artefice. Ambientata in Toscana la vicenda ci mette dinanzi agli occhi il nascere e lo svilupparsi di una vendetta, prima in maniera inconscia poi via via sempre più consapevole e studiata. Sacha Naspini descrive con bravura e precisione chirurgica quello che si agita nel cuore dei protagonisti del romanzo e rende partecipe il lettore del dramma che si svolge dinanzi ai suoi occhi. Non voglio svelare molto della trama, perché gli eventi sono così ben concatenati e così fluidamente narrati che si rischia di dire troppo o troppo poco.

Un pregio non secondario di questo romanzo è l'essere ambientato nelle nostre terre e nel narrare – senza quella stereotipata struttura cronologica e temporale costruita a tavolino che ormai imperversa nei romanzi d'ogni genere – in maniera logica e sequenziale gli avvenimenti.

Solitamente, poi, non mi soffermo a guardare le copertine perché sono sempre più convinto che un libro non si giudichi dalla copertina (come vuole farci credere una certa editoria che propala copertine fantasmagoriche per storie scritte e raccontate male) ma per questo romanzo faccio un'eccezione: la spirale che campeggia in copertina, infatti, riassume alla perfezione il romanzo. Inoltre, al termine (o all'inizio?) della spirale c'è un bambino che guarda il lettore (o è il lettore che guarda il bambino?): splendida rappresentazione grafica del movimento che troveremo all'interno del romanzo, con la spirale che diventa anche una sorta di molla che ora si appiattisce ora fa schizzare lontano. Alla fine, come dice uno dei personaggi del libro, si rimane con una domanda:

A conti fatti chi, tra noi due, ha rubato più all'altro? La risposta finale forse non esiste.

O forse si.

Sacha Naspini
Le nostre assenze
Elliot, 2012
ISBN 978-88-6192-218-1
pp. 192, euro 16

  • shares
  • Mail