Rosso Istanbul, di Ferzan Ozpetek

Un ritratto intenso di Istanbul ci ammalia dalle pagine del romanzo di Ferzan Ozpetek.

Con Rosso Istanbul (Modadori, 2013), Ferzan Ozpetek, regista turco da anni stabilitosi in Italia, ci offre un ritratto ammaliante della città in cui è nato e in cui torna per prendere contatto con il presente che non è mai scevro dalle reminescenze di un passato che non è mail tale.

Cresciamo in luoghi che si imprimono nella memoria rievocativa e, soprattutto, sensoriale e che riemergono apparentemente senza motivo, non solo come ambiente puramente oggettivo, né come stato d'animo, ma come complessa integrazione fra i due piani.

Istanbul è la città dell’infanzia per l’autore, una specie di scrigno in cui trovano posto le emozioni che il tempo rende più preziose e sacre. I primi baci, l’hammam, la grande casa che il piano di rinnovamento della metropoli turca vuole in sacrificio, la mamma, le zie. Il vento fresco che attraversa il Bosforo per insinuarsi nelle vie per caricarsi degli aromi d’oriente e dell’aroma aspro della battaglia di chi protesta per la libertà.

Rosso Istanbul, di Ferzan OzpetekIstanbul è un crocevia importante, lo snodo ideale e fisico fra l’Europa e l’immensa Asia. La città degli imperatori e l’ultima vestigia della romanità, ma anche la moderna città che incarna le aspirazioni e contraddizioni di una nazione in fermento.

Rosso Istanbul già nel titolo evidenzia la forza calda e vitale del vissuto che il regista, io narrante, incontra e del presente che i personaggi di contorno in un certo modo subiscono. In ogni caso dalla lettura emerge decisamente il desiderio di ricevere nuovi stimoli, di cambiare il proprio punto di vista, se non addirittura, il modo in cui riconsiderare la vita.

Il regista turco si è sempre contraddistinto per la capacità di delineare, in tutte le sue produzioni, il mondo complesso e impalpabile dei sentimenti o, per meglio dire, per la capacità di raccontare un contesto intimo, frequentemente scosso da una crisi, armoniosamente, ma urticante per la nostra sensibilità, il nostro modo di pensare e di agire.

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