Allora ciao - Divorziare senza farsi (troppo) male, un libro sul divorzio a 40 anni dal referendum

Sempre più matrimoni finiscono in divorzio, ci sarebbe allora da chiedersi: che ne è oggi dell'amore? E invece qui si parla di distacco emotico e separazione dei beni, di consulenza finanziaria e "self empowerment"


Continuando sull’onda della disillusione iniziata su booksblog in occasione dell’ultimo San Valentino, presentiamo il libro Allora Ciao, divorziare senza farsi (troppo) male. Se in precedenza avevamo voluto giocare una provocazione e sfoggiare tutto il nostro cinismo in reazione al cuoriciname dilagante del 14 febbraio, qui la riflessione continua con una pura e semplice presa di coscienza: nel 2011 si è registrato un matrimonio finito ogni due celebrati. Di questi, due su tre finiva in un divorzio. È un dato reale, lampante, spaventosamente in crescita negli ultimi decenni.

ALLORA CIAO_COVERChe dire allora dell’amore, tanto cantato dai poeti di ogni era? Dobbiamo forse dedurre che non sia dunque un sentimento universale, ma contestuale e legato al momento storico? Che l’evoluzione della nostra società vada di pari passo con l’involuzione dell’amore? O dobbiamo forse pensare, come pensa qualcuno, che la sia la semplice possibilità di tornare indietro, a rendere superfluo il sacrificio, il lavoro che la sopravvivenza di un rapporto d’amore richiede? Si tratta forse di una semplice lotta tra la supremazia dell’individuo, della sua libera espressione, e il valore della condivisione e della coesione di coppia? Sarà forse questa la questione in cui si annida il germe di un cambiamento sociale più ampio, quello che preferisce l’individualidà alla collettività, la libertà del singolo alla libertà di una società intera?

Se questi quesiti li trovate interessanti e urgenti, non comprate questo libro, che senza porsi troppe domande vuole invece essere un manuale concreto di sopravvivenza pratica e psicologica al divorzio, e andare incontro all’esigenza effettiva, reale, che un cambiamento sociale come quello sopra descritto dai dati comporta. Bene, noi prendiamo atto e ringraziamo, e continuiamo però a riflettere per conto nostro, perché un mondo autistico come quello in cui viviamo, che fornisce soluzioni senza porsi domande, ci fa sempre un po’ paura.

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