"Il momento è delicato" di Niccolò Ammaniti

Il momento è delicatoIl 27 aprile arriverà "la nuova fatica" di Niccolò Ammaniti, la raccolta di racconti "Il momento è delicato", apparirà sugli scaffali delle librerie in un venerdì di primavera, a poca distanza da una Festa della Liberazione quasi dimenticata. Alle porte dell'ultimo week-end di aprile, e sotto il segno di Einaudi Stile libero, proviamo ad immaginare le pagine di questa "nuova prodezza ammanitiana", tra l'odore di un'anteprima troppo scarna e l'eco potente degli scritti precedenti, si forma come una bolla, che assomiglia a quelle piccole sacche d'aria che fuoriescono quando ci si trova sott'acqua. Ho sempre immaginato che il ritmo dell'attesa avesse la ripetitività delle onde, ad ascoltarle da vicino si potrebbe quasi immaginare che siano radiocomandate, nella loro incrollabile precisione, e invece, a fissar bene l'orecchio, ci si si rende conto che hanno una somiglianza incredibile con la respirazione di chi cerca di calmare il proprio spirito a contatto con la loro rassicurante ritmicità.

E siamo di nuovo da capo. Alcune "inquietanti" voci di corridoio, lasciano trapelare particolari raccapriccianti. Sembra addirittura che la raccolta annoveri tra i suoi personaggi un alieno celato nelle seducenti sembianze di Alba Parietti, oltre che l'abituale marito infedele, e un ladro di galline alle prese con una casa stregata. Di che attendere con palpitazione insomma, alla luce delle ultime "precedenti prodezze" dello scrittore romano, come "Io e te" e "Che la festa cominci", che avevamo già portato tra le nostre pagine.

Sperando che uno degli "autori più amati dagli italiani" non ci lasci con l'amaro in bocca, e in trepidante apprensione di ulteriori particolari, vi lasciamo il suo personale augurio di apertura.


C'era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po' i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l'inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l'indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c'è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati.
Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent'anni. C'è un po' di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall'inizio o aprendo a caso.

Via | einaudi.it

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