La lezione, esordio narrativo di Alissa Nutting

La storia di Celeste, giovane insegnante frustrata, con l'ossessione per i corpi giovani dei suoi allievi.


Di storie così, ogni tanto ne spunta una - sicuramente meno romanzata e appassionante di quella che stiamo per presentare - sulle cronache mondane. Storie di insegnanti e di relazioni segrete, amorose o prettamente sessuali, con i propri allievi. Storie che, una volta emerse, si incamminano direttamente verso il baratro dello scandalo e che perdono ogni aspetto legato all'eros una volta che passano nella cronaca giudiziaria. Storie che indignano l'opinione pubblica, un'indignazione che il più delle volte dura il tempo della notizia.

Storie così, dunque, se ne conoscono. Perciò poco scandalizzerà l'esordio di Alissa Nutting con "La lezione" (edito da Einaudi Stile Libero), la storia di Celeste Prince, insegnante ventiseienne dalla vita perfetta ma dall'insoddisfazione che la perfezione comporta. Un'insoddisfazione che Celeste appaga attraverso relazioni estreme con i suoi giovani allievi quindicenni.

Come nella realtà, anche nella letteratura storie così si sono già sentite. "Lolita" di Nabokov, per esempio, in cui la carica erotica non viene mai sfacciatamente descritta, ma accennata, lasciando completamente spazio al lettore. Qui, invece, di descrizioni se ne fanno e anche troppe, motivo per cui il romanzo diventa a tratti quasi ilare.
Ispirato ad una storia vera - quella di Debra Lafave, insegnante a Tampa, in California, ed ex compagna dell'autrice - il romanzo non è un manifesto alla pedofilia, tuttaltro. Nasce con l'intento di far capire a chi legge che chi subisce atti libidinosi da un adulto, indipendentemente dal sesso, è vittima e chi abusa è colpevole. Questo, almeno,  è il messaggio che Alissa Nutting vorrebbe far emergere.

Alissa Nutting
La lezione
Einaudi Editore, 280 pp
Euro 17,50

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