Monuments Men, il film di George Clooney tratto dal libro di Robert M. Edsel (con Bret Witter)

Monuments Men racconta una storia vera della seconda guerra mondiale in cui delle persone si diedero da fare per salvare la cultura.

È al cinema il film Monuments Men, il film di George Clooney che racconta – seguendo un po’ lo stile delle vecchie pellicole di guerra come La grande fuga – di un gruppo di esperti d'arte che mise in salvo dei capolavori europei dai trafugamenti nazisti. Su Cineblog trovate un'approfondita recensione del film.

Come è noto il film di George Clooney è tratto dal libro di Robert M. Edsel (con Bret Witter) dal titolo <em >Monuments men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia (in Italia disponibile nel catalogo Sperling & Kupfer). Il testo di Edsel racconta come, in una gara contro il tempo, irta di ostacoli, il manipolo di intellettuali, artisti, direttori e conservatori di musei scelti da Roosevelt dovette ricorrere a ogni possibile stratagemma per salvare chiese e monumenti dalla distruzione, riportare alla luce collezioni inestimabili sepolte nelle viscere della terra, seguire per tutto il continente le tracce di opere uniche al mondo.

Il film di George Clooney nasce perché Grant Heslov – che ha già collaborato con Clooney a varie produzioni – dopo aver letto il libro di Edsel lo ha segnalato al regista che subito si è appassionato all’idea di raccontare la seconda guerra mondiale da un nuovo punto di vista. Afferma Heslov:

Ancora oggi ci sono persone che stanno cercando di recuperare le opere d'arte che furono confiscate alle loro famiglie dai nazisti. È evidente che questa storia non si è conclusa nel 1945: la ricerca delle opere d'arte scomparse continua tuttora

Monuments Men

Ed è di pochi mesi fa, in effetti, la notizia che in un appartamento di Monaco è stato scoperto un tesoro di oggetti d'arte rubati: 1.500 opere del valore di 1,5 miliardi di dollari, comprendenti dipinti di Matisse, Picasso e Dix che si pensavano perduti.

Robert M. Edsel ha scoperto l’esistenza dei Monuments Men durante un soggiorno a Firenze, alla fine degli anni Novant, come egli stesso racconta:

Mi trovavo a Firenze. Un giorno stavo attraversando Ponte Vecchio, l'unico ponte che i nazisti avessero risparmiato durante la loro fuga nel 1944, quando ho ripensato a quello che è stato il peggiore conflitto della storia e mi sono domandato come fossero riusciti a sopravvivere tanti tesori artistici e chi li avesse salvati. Ho voluto trovare una risposta a queste domande.

  • shares
  • Mail