"La libreria dei nuovi inizi" di Anjali Banerjee

La libreria dei nuovi iniziHo sognato un libro, ho sognato con un libro e poi di, a, da, in, su, per, tra, fra. Mi faceva da cuscino, ascoltava le mie storie e consolava le mie preoccupazioni. Sorrisi e lacrime, sospiri e soddisfazioni assorbiti dallo spessore della carta, dalle inserzioni nelle quali si posa leggero l'inchiostro, tracciando reticoli di anime e disegni immaginari di pieni e di vuoti. Si chiama "La libreria dei nuovi inizi", è frutto della "penna" di Anjali Banerjee e lo considero una specie di conferma scientifica che assomiglia ad un esperimento collettivo. Uno di quelli che si aggiunge, a mo' di garanzia, alla massa di "prove" dell'immenso potere dei libri, la cui connotazione indubbiamente romantica, unisce un'ulteriore dimostrazione a "quell'aura libresca" che non smetto di cercare in ogni dove.

Un nuovo punto sul contatore degli "effetti benefici" che si lascia attraversare con delicatezza, amorevolmente, come quel tono che sembra far eco ad un'esistenza avventurosa ripresa nei ricordi dell'autrice di origine indiana, "passata per Berkeley" e ormai trasferitasi in pianta stabile, in un cottage nei boschi dello stato di Washington, dove tra gatti e tazze di the prendono forma i suoi libri, e dov'è nato anche "La libreria dei nuovi inizi" (pubblicato da Rizzoli) il suo romanzo d'esordio in Italia.

In origine era "Haunting Jasmine", in riferimento alla presunta presenza soprannaturale del bookstore, delle sue amministratrici e di coloro che vi gravitano. Cronistoria di una lenta rinascita che ha per protagonista Jasmine Mistry, "divorziata errante" che ritrova la via di Shelter Island, un puntino verde nel mezzo di Puget Sound, in direzione della libreria dell'amata zia Ruma, riallacciando legami familiari sopiti ed innescando una lunga serie di piacevoli reazioni a catena. Una vicenda sottile e moderna, costellata di personaggi storici e di "emanazioni di grandi autori" del passato, che prende corpo all'interno di un "covo di libri", accogliente centro nevralgico infestato da ogni genere di spirito, e si consolida in una nuova direzione di vita, guidata dalle indicazioni di Shakespeare, Neruda ed Edgar Allan Poe.

Via | anjalibanerjee.com

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