Non solo Skiantos: Roberto Freak Antoni scrittore

Muore Roberto "Freak" Antoni, leader degli Skiantos ma anche scrittore.

"La morte è il mistero che tiene in vita l'esistenza", diceva Roberto "Freak" Antoni qualche anno fa, citando Osho durante una delle sue tante interviste. E oggi questo mistero viene meno, con la notizia della morte dello stesso Antoni, leader degli Skiantos, dopo una lunga malattia.

Voce, testa e cuore degli Skiantos, band - da cui nacque il  punk-rock demenziale - molto originale e d'avanguardia nata a Bologna alla fine degli anni Settanta, Freak Antoni ha da sempre avuto la passione per la scrittura. Una passione che si è manifestata in varie forme, a partire dai testi delle canzoni stesse che definire "demenziali" è riduttivo, visto che sono un concentrato di ironia, ma anche di denuncia, improvvisazione, "poesia quasi surreale, cretinerie, paradossi e colpi di genio”.

Autore delle canzoni, ma anche scrittore di alcuni libri. Primo tra tutti, la sua tesi di laurea sui Beatles, che l'allora Roberto Antoni discusse nel 1978 al DAMS di Bologna. La tesi divenne successivamente un libro, intitolato "Il Viaggio dei Cuori solitari: temi fantastici sulle canzoni dei Beatles", edito da Il Formichiere di Milano.

Creatività, originalità, spirito, caratteristiche che si trovano in tutte le opere pubblicate. Feltrinelli è la casa editrice che più gli ha dato modo di esprimersi, con ben quattro libri: Stagioni del Rock Demenziale. Archeologia fantastica di modelli rock (Feltrinelli, 1981), Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti (seguirà il dibattito) (Feltrinelli, 1991), Vademecum per giovani artisti (Feltrinelli, 1993) e Per sopravvivere alla tossicodipendenza: manuale di prevenzione (Feltrinelli, 1994), in cui Antoni racconta il suo rapporto con l'eroina (interrotto solo qualche anno fa dopo la scoperta della malattia), riflessioni sulle ragioni che avvicinano alla droga e "informazioni minime e varie precauzioni di sopravvivenza", oltre ai tentativi per uscirne.

Negli anni successivi esce Badilate di cultura (Sperling & Kupfer, 1995) e Mia figlia vuole sposare uno dei Lunapòp (non importa quale). Indagine su di un gruppo al di sotto di ogni sospetto (Arcana, 2001), una vera e propria inchiesta svolta nella sua città adottiva, Bologna, per capire quello strano fenomeno pop, analizzando le canzoni, la band e i loro fan. Una delle ultime pubblicazioni sarà con la casa editrice bolognese Pendragon. E' il 2005 e il libro si intitola "Non c'è gusto in Italia ad essere dementi", una visione cinica sul mondo di oggi, sui giovani e sull'ipocrisia del mondo travestita da falso buonismo.

Lo salutiamo così, con una sua citazione: "Nella vita è importante che gli altri ti vengano incontro, così sai da che parte spostarti".

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