Métronome. Parigi nascosta

Le MétronomeLe Métronome è un viaggio nella storia sconosciuta della capitale francese, un diverso modo di attraversare la "linea del tempo" partendo dall'immensa tela tracciata dalle 14 linee di metropolitana che costellano Parigi e descrivendone le vicende con un linguaggio schietto e accattivante. Ecco spiegato il titolo del best-seller di Lorànt Deutsch, "commediante allo sbaraglio", ma dallo scarso successo televisivo, che si è fatto un nome grazie alla sua brillante iniziativa storico-geografica. L'idea di metter su un percorso che, a partire dalle fermate conducesse turisti e parigini stessi, dritti alla scoperta di alcuni "angoli insospettabili", ha dato frutti insperati. Métronome, sottotitolato "l'histoire de France au rythme du métro parisien", forte delle sue 400.000 copie vendute in un solo anno, è stato infatti ripubblicato lo scorso ottobre, sempre per le edizioni Michel Lafon, in una versione illustrata con immagini scattate dallo stesso autore nelle sue numerose promenades in giro per la città.

Deve esser stato proprio lo spirito da incallito flâneur a guidare Deutsch nella ricerca di leggende, episodi e luoghi dimenticati, che giaciono un po' ovunque all'ombra della Tour. Un "periplo" tra boulevard, impasse e ruelle che ci rivela che il Palazzo dell'Élysée, attuale sede ufficiale della Presidenza della Repubblica Francese, è stato in realtà un cadeau di Luigi XV alla Marchesa de Pompadour sua favorita, e che la più antica cattedrale di Parigi giace dimenticata nello spazio sottostante un parcheggio privato del V arrondissement, minacciata dalla possibile espansione dell'attività commerciale.

Informazioni raccolte con estrema dedizione da un "ex-ragazzo di banlieu", che sono diventate una docu-fiction (trasmessa a partire da domani su France5), vere e proprie "chicche" di un giovane affascinato dalle vicende del passato, ma anche abbastanza "allergico" ai "meccanismi tradizionali dell'istruzione" da dichiarare:

Odio i musei, me ne sono servito per istruirmi, ma penso che l'appuntamento con la storia ci aspetti ad ogni angolo di strada. [...] Mi sento come una specie di Wikipedia ambulante"

Via | belecteur.over-blog.com

  • shares
  • Mail