"Dictionnaire amoreux de Naples" di Jean-Noël Schifano

Dictionnaire amoreux de NaplesIn un altro pomeriggio velato dalla "voglia di sfogliare un dizionario", mi son ritrovata tra le mani un nuovo testo, dopo quello delle ingiurie politiche. Ci siamo cascati un po' tutti nell'incantesimo del libro che colpisce per il suo titolo, ma che non mantiene necessariamente le promesse suscitate. Questo è proprio uno dei "felici casi" in cui, le scoperte racchiuse all'interno delle pagine, sono state addirittura superiori alle aspettative sviluppate intorno al suo nome. Scovare in una biblioteca rionale parigina, un testo che si preannuncia pomposamente sotto il nome di "Dictionnaire amoreux de Naples", avrebbe dovuto sviluppare immediatamente il sentore della "guidina scontatissima" sugli amati mores meridionali e, di conseguenza, bruciare talmente tanto sotto i polpastrelli, da convincere chiunque fosse dotato di buon senso, e di una sufficiente dose di sangue partenopeo nelle vene, a desistere. Per fortuna che qualcosa di più intenso mi ha spinto a registrare il documento e a concedergli un'occasione.

Meritatissima a dire il vero. L'interessante dizionario, partorito dalla mente dello scrittore e traduttore Jean-Noël Schifano, risente abbondantemente delle "italiche radici" del suo autore, indimenticata guida dell'Istituto Francese di Napoli e attuale direttore della collana"Continent noir" di Gallimard. Il "consistente tomo" dall'involucro giallognolo, nasconde una vera e propria immersione, partecipata, sapiente ed approfondita, nella realtà di Napoli e dintorni, restituendo al lettore, attimi di allegria e commozione che si possono solo intuire nella breve (e libera) traduzione, del brano che chiude la voce Averno.

Abbordando Napoli dagli inferi, situati dietro Posillipo e la tomba di Virgilio, in basso verso i Campi Flegrei, mi pongo idealmente nei panni di colui che sa, a cui Napoli, durante i suoi lustri di corpo a corpo, ha svelato i suoi segreti, mettendo da parte le maschere e rivelando fin nella carne e nelle pietre, la sua opera esistenziale e i suoi terremoti, le sue epidemie e le sue lettere d'inchiostro e di sangue, la sua storia trimillenaria, i suoi vivi e i suoi morti, accompagnati fin nel culto dei teschi, e il suo destino sotterraneo e solare.

Via | plon.fr

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