Leggere 40 pagine al giorno, il consiglio di Julien Smith

Leggere. Non importa cosa, non importa come. Ma leggere tanto, più che si può. (Nel video sotto, si parla di lettura in un'intervista di Corrado Augias a Dacia Maraini).


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Il suggerimento non è di un romanziere né di un letterato ma di Julien Smith, esperto di social web e amministratore delegato di una società che affitta spazi on demand. L’articolo è comparso su Internazionale dopo essere uscito su Medium, e non è il solito invito a leggere, ma un planning preciso per ottenere un risultato personale indisucutibilmente importante, con tanto di obiettivi sfidanti e scheduling quotidiano. I motivi sono innumeroveli e dettagliati. Leggere tanto ti va venire più idee. Ti insegna a pensare. Ti insegna a finire ciò che inizi. Si perché secondo la tesi di Smith non è soltanto il contenuto della lettura a contare, ma l’attività stessa di leggere. Come un training di vita, un qualunque processo fatto di obiettivo da stabilire, milestones da rispettare e traguardo finale da conseguire.


Forse la questione letteraria si spoeticizza un tantino  a dirla così. Ma vi assicuro che la prospettiva si fa interessante. Smith invita innanzitutto a crearsi un’abitudine quotidiana: lui legge di prima mattina e lo fa al bar durante la colazione. Bisogna rispettare l’obiettivo di 40 pagine al giorno per poter arrivare ai circa 50 libri l’anno. E bisogna farlo a tutti i costi, senza rinunicare. Quello che è lecito è invece mollare un libro che non piace, e anche rileggere libri già letti tempo fa. Insomma barare si può, purchè si arrivi al traguardo finale. Smith garantisce che porsi un obiettivo molto alto aiuti a portare a termine l’impresa.  È un idea senz’altro interessante tant’è che a me è venuta voglia di farlo. Proprio il fatto che l’obiettivo sia difficile mi induce a considerarla una sfida seria, e a tentarla. Certo, la mia idea di libri e lettura era un’altra. Un lasciarsi andare all’arte più che una questione di numeri. Un’aspirazione dello spirito più che un bersaglio da colpire. Ma si sa, c’è sempre un po’ di efficienza da imparare dagli americani. Magari ci aiuta a metterci in riga.


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