Messaggero d'amore, di Leslie P. Hartley

hartleyNegli occhi della mia mente i ricordi sepolti di Branham Hall sono in chiaroscuro, sono macchie di luce e oscurità; solo con uno sforzo riesco a vederli a colori. Ci sono cose che so, benchè non sappia come le so, e cose che ricordo. Certe cose sono radicate nella mia mente come fatti, ma non vi collego nessuna immagine, e poi ci sono immagini non sostenute da eventi che ritornano in modo ossessivo, come il paesaggio di un sogno.

Messaggero d'amore, di Leslie P. Hartley, (1895-1972) ha uno degli incipit più famosi della storia della letteratura: Il passato è una terra straniera; fanno le cose in modo diverso laggiù. E' nel passato che si colloca infatti la storia, raccontata a ritroso, del protagonista ormai anziano che un tempo si faceva chiamare Leo e che un giorno riapre il diario datato 1900, il resoconto di un'estate di tanti anni prima.

Era un tempo in cui, dodicenne (un dodicenne d'altri tempi, per il suo candore) credeva che una mistura ben lavorata di erbe e radici, con qualche formula magica ad hoc, potesse cambiare il corso degli eventi e che ogni persona nascondesse il cuore di una creatura mitica corrispondente a uno dei segni zodiacali.

A quel tempo, Leo non aveva idea di cosa significasse “amoreggiare”, impegnato com'era a inventare ogni ora nuove sbruffonaggini con il suo compagno di giochi, Marcus, nella suggestiva villa di campagna estiva dei genitori, Brandham Hall. Amoreggiare è qualcosa che potrebbe spiegargli Ted, il fittavolo, visto che proprio quello sembra essere il misterioso scopo del suo scambio di bigliettini con Lady Marian, la sorella di Marcus.

“Mia sorella è bellissima”, mi disse Marcus un giorno. Lo disse in modo impersonale, come avrebbe potuto dire “Due e due fanno quattro”, e io accolsi la sua affermazione con lo stesso spirito. Era un fatto da registrare come gli altri.

Proprio a Leo spetterà il compito di "messaggero d'amore", di Mercurio dei messaggi di Marian e Ted, ma protagonista della storia non sarà tuttavia la liason clandestina dei due, bensì proprio Leo, con i suoi occhi da bambino che si aprono prematuramente sui misteri dell'esistenza, trascinando dietro di sé gli strascichi di un'infanzia di cui in realtà non è ancora pronto a distaccarsi. Il risultato è che spesso si rimane incantati e si sorride per l'ingenuità delle sue interpretazioni della realtà.

Ascoltando una canzone d'amore suonata al piano da Marian, ad esempio, Leo spiega che erano “parole che venivano dal mondo degli adulti: parole che per me erano poesia pura, ma che possedevano anche una loro consistenza reale – la realtà di ciò che significavano per gli adulti, e a cui credevo sulla fiducia. Le canzoni parlavano di questo. A me non era mai successo di provare delle sensazioni forti quando altre labbra e altri cuori cominciavano a dire parole d'amore. Meno che mai collegavo queste cose al misterioso fenomeno dell'amoreggiare: ne sarei rimasto inorridito”.

E così sarà proprio la relazione di Lady Marian, promessa sposa di lord Trimingham e Ted Burgess, osservata da lontano, a diventare la leva, per Leo, di una maturazione anzitempo, complessa e dolorosa.

Durante una partita di cricket in cui si sfidano i due inconsapevoli rivali in amore, Trimingham e Ted, ad esempio, “sentii vagamente che era in scena qualcosa di più che il conflitto fra Brandham Hall e il villaggio. Era quello, ma era anche la lotta tra l'ordine e la mancanza di leggi, tra l'obbedienza e la tradizione e la sfida ad esse, tra la stabilità sociale e la rivoluzione, tra due atteggiamenti opposti di fronte alla vita”.

L'estate di Leo, in un mondo ancora non devastato dalla guerra mondiale alle porte, lascerà nel suo cuore una indelebile lezione sul senso dell'onore e sulla bellezza, sull'innocenza e l'egoismo e sul diritto alle illusioni dell'infanzia. Del romanzo esiste anche una trasposizione cinematografica del 1970 a opera di Joseph Losey, che si aggiudicò la Palma d'oro a Cannes.

L.P. Hartley
Messaggero d'amore
Nutrimenti ed.
19.50 euro

  • shares
  • Mail