Addio al bonus libri: diventa bonus per librai

Il tanto declamato bonus per i libri alla fine si è rivelata una beffa: povera Italia!

La misura era stata salutata come una grande e bella innovazione: il bonus libri, cioè lo sgravio fiscale del 19% sui libri (scolastici e non) acquistati da utenti singoli o società. Ebbene, il bonus libri non ci sarà più, ma diventerà bonus librai. Potenza di una vocale! Non saranno quindi più le persone fisiche a beneficiare dello sconto, ma gli esercenti.

Poco male, dirà qualcuno: alla fine lo sconto ci sarà. Purtroppo non sarà così: perché il bonus sarà solo per gli studenti delle scuole superiori, sia pubbliche che parificate. Quindi, se amate leggere e pensavate di poter comprare qualche libro in più con questo bonus dovete ricredervi: niente da fare. Se siete studenti universitari, idem. Se siete genitori – o nonni o zii o parenti vari – che avevano intenzione di approfittare del bonus libri per poter far appassionare i piccoli di casa alla lettura, sono solo problemi vostri e della vostra insana passione per la lettura. Al governo, al nostro governo del fare, non interessa un bel niente il leggere e la cultura!

Pazienza, almeno gli studenti delle scuole superiori potranno accedere allo sconto e così non gravare più di tanto sulle famiglie. Nemmeno questo è del tutto vero! Gli studenti, infatti, dovranno presentarsi in libreria con il ticket autorizzato dal loro dirigente scolastico per usufruire dello sconto, ma non potranno andare in tutte le librerie! No! Solo in quelle che aderiranno all’iniziativa.

L’emendamento è stato firmato da Marco Causi, del Partito Democratico: come a voler sottolineare che la cultura è sempre stata di sinistra (avete ragione: Partito Democratico e sinistra non appartengono proprio alla stessa area…).

Non c’è nulla da fare: in Italia non si vuole fare nulla per la cultura, in nessun modo. Non si ha uno sguardo ampio al futuro, ma ci si ferma al contingente, non considerando che investire in cultura vuol dire investire nel proprio futuro. Ma non abbiamo da stupirci: del resto, qualche anno fa lo spot del Governo sulla lettura aveva come slogan “passaparola”. Continuiamo a passare parola e non fare mai i fatti.

Mi viene in mente una frase di Vittorio Alfieri: “Leggere, come io l'intendo, vuol dire profondamente pensare”. Evidentemente ancora oggi il pensare è temuto più di ogni altra attività umana.

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