Conto fino a tre... parola di papà, il libro di Angelo Pisani sulle fatiche dei nuovi padri

Dal fortunato blog Contofinoatre, in cui ha raccontato passo dopo passo la sua esperienza quotidiana di padre di Agata, il comico Angelo Pisani approda in libreria con un racconto ironico e divertente.


Per le mamme è difficile, occhey, ma questo già lo sapevamo. La nausea e il reflusso prima, la difficoltà a passare dalle porte poi, la crisi post-partum e la mancanza di tempo dopo ancora, e infine l’identità di donna che cambia, il bisogno di affermarsi al di fuori del ruolo di madre, eccetera eccetera eccetera. E per i maschi? beh, per loro la faccenda è diversa.

Ma com’è, per loro, la faccenda esattamente? Nessuno lo sa, tantomeno loro. Perché il ruolo di padre, si dice, è in ridefinizione, e quindi i neofiti del mestiere brancolano nel buio. Prima era semplice: i padri andavano a lavorare la mattina, e baciavano i bimbi sulla fronte la sera, quando tornavano a casa e li trovavano già dormienti nei loro lettini. Stop. Li vedevano beati come angioletti tra le lenzuola, già puliti, nutriti, intrattenuti  e consolati dalle madri, senza avere idea di cosa ci fosse dietro le quinte. Adesso no. Adesso i padri assistono al parto e ancor prima alle ecografie, cambiano pannolini e si cimentano nella difficile operazione dell’indovina perché piange? grazie ad una nuova, prima mai sperimentata sensibilità. Rigirando un luogo comune, caro al battibecco tra i sessi, si potrebbe dire: avete voluto la sensibilità, adesso imparate ad avere a che fare con pianti, pappe e primi raffreddori.

L’idea di Angelo Pisani (comico nato con Zelig e compagno di Katia Follesa), autore di Conto fino a tre... parola di papà (Kowalski, 2014, 16 euro) - è buona e giusta, perché intercetta questo cambiamento e lo fa suo raccontandolo con tono azzeccato, ironico e leggero, senza tralasciare di farsi vera guida pratica per i nuovi padri di cui sopra.

Si tratta una trasposizione al maschile di un moderno genere editoriale di successo, quello della mamma che impazzisce appresso al proprio bebè. A voler aguzzare le antenne, avendo intuito più o meno come funziona il mondo dell’editoria, ci sarebbe qui da aspettarsi una nuova ondata che nasca dalla conversione di genere di certi celebri filoni per ragazze: come una nuova chick lit per uomini, o qualcosa stile sex and the city al maschile. Quello che non mi è chiaro, almeno per ora, è se tutto questo sarebbe un bene oppure no.

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