Augias vs. M5S: grillini bruciano i libri

Dopo le accuse di Augias al movimento di Beppe Grillo, arriva una foto con il libro del giornalista tra le fiamme.

Ritornano a bruciare i libri. Dopo lo spiacevole episodio di qualche mese fa accaduto nella libreria Ubik di Savona, presa d'assalto da un gruppo di manifestanti del Movimento dei Forconi che al grido di "Bruciate i libri!" costrinsero la libreria a chiudere, stavolta tra le fiamme c'è andato un libro di Corrado Augias, nel camino di Francesco Neri, utente militante del Movimento Cinque Stelle.

Il gesto arriva dopo un intervento del giornalista a "Le invasioni barbariche", programma condotto da Daria Bignardi su La7: durante l'intervista, Augias ha attaccato il Movimento a cui fa capo Beppe Grillo, condannando la loro politica e paragonandolo al fascismo. "E’ pericoloso, così si porta la protesta e la piazza in parlamento. Fece così Mussolini che in un famoso discorso si dichiarò in grado di trasformare l’Aula in un bivacco di manipoli. Attenzione, molti non sanno che all’inizio il fascismo è stato questo”.

A queste parole sono seguiti i commenti del leader del movimento pentastellato, che sul suo blog ha dedicato un post ad Augias, definendolo "Giornalista del giorno". Da lì, la foto del libro "I segreti d'Italia" tra le fiamme, scattata e postata dall'utente cinquestelle  Francesco Neri, con il commento "Augias chi?" alla fotografia.

"E’ il gesto di un esaltato – ha commentato Augias – però gli esaltati non saltano fuori se non possono contare su un ambiente che nella loro eccitazione ritengono favorevole". "Quello che mi inquieta -continua - è che questo ragazzo pensa di fare una novità e non si rende conto di ripetere un gesto storico”. Parole alle quali Neri ha risposto, dicendosi indignato "di fronte alla menzogna” del giornalista e replicando: “Lei è fascista, signor Augias”.
Il gesto di un esaltato o un'azione fatta inconsapevolmente con il solo scopo di attirare l'attenzione? "Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini", scrisse il poeta tedesco Heinrich Heine.

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