"La casa delle anime" di Matt Ruff

Ricordarsi della nascita non è evidente, ma per Andrew Gage, si tratta di una questione diversa. La sua "entrata nel mondo" coincide con la frattura della sua stessa anima, un elemento a dir poco non trascurabile nel novero dell'esistenza di un individuo. Il patrigno, colpevole delle scissioni che lo perseguiteranno per tutto il resto della sua multipla esistenza, ha un ruolo ombroso, mentre il padre, resta una specie di guida, capace di indicare ad Andy, uno dei modi per far far convivere le sue molteplici anime.

Il romanzo scrittore statunitense Matt Ruff per Fanucci Editore, ha indubbiamente un che di "fascinosamente irreale". Storia di Seattle, di un giovane under 30 immerso nella realtà virtuale del suo lavoro, e di Penny Driver, dalla nascosta personalità. Un incontro provvidenziale che porta con sé la probabile rottura di un equilibrio faticosamente conquistato, e la complicazione di innumerevoli personaggi racchiusi in due soli corpi.

Delle sette anime nate da Andy Gage cinque furono uccise a loro volta, rompendosi in frammenti ancora più piccoli e anche le due sopravvissute sono state costrette a frantumarsi, per poter sopravvivere. Quando finalmente si liberarono di Horris Rollins, nella mente di Andy Gage vivevano più di cento anime. Fu allora che ebbe inizio la guerra vera e propria. Nel corso degli anni le due anime originarie che erano sopravvissute, Aaron che è mio padre e suo fratello Jilion, erano riuscite a ricostruire i fatti con una continuità sufficiente a intuire cosa fosse accaduto. Con l'aiuto di un buon medico che si chiamava Daniel Gray, mio padre si è messo al lavoro per ristabilire l'ordine. Al posto della stanza buia, ha costruito una geografia nella mente di Andy Gage, una campagna soleggiata in cui le anime potessero vedersi e parlare. Ha creato la casa, in modo che avessero un posto in cui vivere, la foresta per lasciarle passeggiare da sole e il campo di zucche, perché i morti vi avessero degna sepoltura.

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