Un sogno chiamato rivoluzione, di Filippo Manganaro

Un sogno chiamato rivoluzione, di Filippo ManganaroFilippo Manganaro, appassionato di storia statunitense con un occhio di riguardo ai temi legati all'emigrazione e alle lotte sociali, pubblica per Nova Delphi Libri il romanzo Un sogno chiamato rivoluzione. Si tratta di un saggio storico che racconta vicende reali ma per lo più sconosciute e che si snoda intorno a temi quali l'emigrazione, la lotta per l'emancipazione femminile, il contributo della cultura ebraica ai vari movimenti rivoluzionari che ci sono stati nella storia.

Come ogni buon romanzo storico Un sogno chiamato rivoluzione è composto da due aspetti: quello storico e quello inventato. Quello storico è rigorosamente autentico e si basa su avvenimenti realmente accaduti. Quello fantasioso riguarda le figure dei protagonisti (gli O'Donnell, i Tounick e i Weizman) che rendono la narrazione storica più avvincente.

Il concetto di rivoluzione che troviamo fin dal titolo ha in sé l'idea del movimento ed è proprio il movimento – tanto fisico quanto filosofico – che fornisce il là alla narrazione.

Così inizia il romanzo di Manganaro:

Shlomo Weizman correva, rischiando le caviglie sull'acciottolato sconnesso e maledicendo a ogni passo l'età avanzata, la pancia prominente e le corte gambe. Il calore prodotto dall'inusuale sforzo fisico si stava concentrando sulle gote arrossate, evidenziando ancor più il candore della barba e dei capelli e appannando le lenti degli occhialini da miope. Confuse immagini di vetrine infrante e porte divelte passavano come lampi, senza penetrare nella mente concentrava sull'unico obiettivo che avesse importanza in quel momento: raggiungere Chaya, arrivare in tempo.

Filippo Manganaro
Un sogno chiamato rivoluzione
Nova Delphi Libri, 2012
ISBN 978-88-97376-06-4
pp. 270, euro 16

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