La linea di fondo, di Claudio Grattacaso: un romanzo che ti scava dentro

Claudio Grattacaso, al suo esordio narrativo, attraverso la metafora del calcio racconta dei vari fallimenti della vita.

Un flipper. È a un flipper che José Pagliara si dedica quando deve schiarirsi le idee. Del resto il gioco del flipper, con tutti i suoi suoni e rumori e con la concentrazione che chiede per poter seguire le palline che girano impazzite sul piano da gioco, è ottimo per non pensare a niente e, così, sgombrare la mente e fare chiarezza. José Pagliara (anzi: “José Julián Pagliara, in onore di José Julián Martí Pérez, leader del movimento per l’indipendenza cubana, eroe nazionale e autore del testo di Guantanemera”) è un calciatore. Era un calciatore. E la sua vicenda – da stella del calcio di serie A fino a campione dimenticato che deve lottare con situazioni interiori e familiari che lo fiaccano sempre più – è narrata da Claudio Grattacaso nel romanzo La linea di fondo, in libreria per Nutrimenti, segnalato dal comitato di lettura del Premio Italo Calvino nell'edizione 2013.

La linea di fondo, di Claudio Grattacaso: un romanzo che ti scava dentroLa linea di fondo si snoda attraverso vari piani temporali che all’inizio paiono slegati e poi lentamente si incontrano e tracciano un quadro abbastanza chiaro della situazione: José Pagliara – detto Freccia – è stato un calciatore fuoriclasse che per alcuni anni ha assaporato il successo. Poi, per via di un brutto fallo, la sua carriera è terminata: è stato ceduto a una squadra di serie C e si è trovato coinvolto nel calcio scommesse. Ma la vita di Freccia non va bene nemmeno fuori dal campo, con la moglie Barbara depressa e ossessivo compulsiva e la figlia Irene che lo ignora.

L’autore è molto bravo nel descrivere i sentimenti e le situazioni che vivono tanto José Pagliara quanto quelli che gli vivono accanto (anche se sarei tentato di dire: che gli ruotano accanto, considerato che il Freccia vive in un suo mondo fatto di rimpianti) e il romanzo risulta interessante anche per coloro che non sono appassionati di calcio, dal momento che tratta temi generali, come quello della realizzazione di sé e delle scelte sbagliate che si compiono. Perché è vero che la vita, a volte, è una partita a flipper, ma è pur vero che molte altre volte ci si può staccare dal flipper e iniziare a vivere.

  • shares
  • Mail