Pseudobiblion: quei libri bellissimi che non esistono

Libri affascinanti, avvincenti, che si trovano citati in altri libri che però non esistono.

Succede così: si sta leggendo un libro  e ad un tratto vi ritrovate a sfogliare le pagine, a leggere i versi di un altro libro, che il protagonista del vostro racconto sta leggendo. Un libro che vi piace o comunque che vi incuriosice, così vi appuntate il titolo su un'agenda, con la promessa che sarà il vostro prossimo acquisto letterario non appena avrete terminato quello che vi ha appena dato spunto alla vostra futura lettura. E invece...

E invece scoprite che quel libro bellissimo non esiste. Già, quella citazione o quel titolo che vi ha stregato non è altro che il frutto della fantasia dell'autore. Best seller inesistenti, capolavori in potenza ma non in atto, che restano impressi nella memoria del lettore lasciandogli l'amaro in bocca. Noi ve ne proponiamo alcuni dei più famosi, ma se avete altri libri inesistenti nella lista dei preferiti suggeriteceli pure!

Guida galattica per gli autostoppisti". Oggi è un romanzo e anche un film, ma prima di tutto ciò, la guida galattica per gli autostoppisti, vera e propria Bibbia per i viaggiatori dello spazio, era una guida immaginaria che compare nei primi romanzi di Douglas Adams, autore di molti romanzi appartenenti al filone della fantascienza umoristica.
Dalla fantascienza all'esoterismo: si tratta del "Necronomicon", di Abdul Alhazred. Di che si tratta? Di un manuale esoterico, di un libro di magia nera scritto nel VIII secolo da questo poeta yemenita, che lo scrittore americano H. P. Lovecraft ci ripropone in molti dei suoi racconti.

La lista degli pseudobiblion è lunga. Appartiene a questa lista "L'ombra del vento", dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zàfon. In questo caso particolare, il romanzo che il protagonista trova nel cimitero dei libri dimenticati, scritto da questo misteriosissimo autore di nome Julian Carax, darà il titolo anche all'ominimo romanzo di Zàfon.
Chi non conosce poi il "Manoscritto di Adso da Melk", un manoscritto del  XIV secolo, redatto da un monaco benedettino e tradotto dal latino a l francese nel 1842 da tale abate Vallet, che compare nel best seller "Il nome della Rosa" di Umberto Eco.
Storico è invece l'incipit di "Teoria e prassi del collettivismo oligarchico", del fantomatico autore Emmanuel Goldstein: "Fin dall’inizio del tempo (...) ci sono state, nel mondo, tre specie di persone, le Alte, le Medie e le Basse. (...) Gli scopi di questi tre gruppi sono del tutto inconciliabili fra loro". E' l'inizio del "libro", come lo chiamano i protagonisti di "1984", di George Orwell.

"Fuori dell’abitato di Malbork", di Tazio Bazakbal è un romanzo incompleto, appartenente ad una serie di romanzi incompleti - e inesistenti - creati da Italo Calvino in "Se una notte d’inverno un viaggiatore", intitolato come il primo dei romanzi invisibili, evanescenti. Come "Il libro di sabbia" nel quale l'argentino Borges s'imbatte durante le sue profonde ricerche bibliografiche. Un libro realizzato ed acquistato da Borges in India, per portarlo a Buenos Aires e nasconderlo in uno scaffale della biblioteca nazionale della città. "Il numero di pagine di questo libro è esattamente infinito. Nessuna è la prima, nessuna è l'ultima", racconta lo scrittore nell'omonima antologia.

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