Giornata della Memoria 2014: le proposte editoriali di Nutrimenti, Nottetempo e Del Vecchio

Per la Giornata della Memoria – 27 gennaio – diverse case editrici mandano in libreria testi molto interessanti. Vediamone alcuni.

Giornata della Memoria 2014: le proposte editoriali di Nutrimenti, Nottetempo e Del Vecchio

In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio prossimo, diverse case editrici arrivano in libreria con proposte interessante di lettura. Vi abbiamo segnalato Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank di Mirjam Pressler e oggi ve ne segnaliamo altri.

Nutrimenti pubblica Un pasto in inverno di Hubert Mingarelli, scrittore francese vincitore del Prix Médicis, premio letterario francese fondato da Gala Barbisan e Jean-Pierre Giraudoux. Migarelli in questo romanzo breve racconta di tre soldati tedeschi, che, per evitare l’ormai insopportabile compito di fucilare gli ebrei nei campi di concentramento, partiranno per una missione esterna, più tollerabile, certo, ma non meno terribile e cioè stanare i superstiti nascosti nella campagna circostante. Un romanzo intenso, in cui l’autore ci conduce per mano sui sentieri dell’indicibile e, grazie al suo stile secco, nitido, diretto tiene incollati alle pagine. L’edizione è molto curata, anche dal punto di vista grafico, come tutte quelle di Nutrimenti.

Scorze è il titolo di un bellissimo racconto fotografico di Georges Didi-Huberman, in libreria per Nottetempo, che, per mezzo di immagini e pensieri ispirati all’osservazione di luoghi che ormai sono ridotti a museo, narra di una visita fatta dall’autore al complesso di Auschwitz-Birkenau. Immagini e testi che aiutano a ritrovare tracce sotterranee che in un primo tempo sembrano svanite per via degli anni passati

Non si può quindi mai dire: non c’è niente da vedere, non c’è più niente da vedere. Per saper dubitare di quello che si vede, bisogna saper vedere ancora, vedere nonostante tutto. Nonostante la distruzione, la cancellazione di ogni cosa. Bisogna saper guarda¬re come guarda un archeologo. Ed è attraverso un tale sguardo – una tale interrogazione – su quello che vediamo che le cose cominciano a guardarci dai loro spazi e dai loro tempi sepolti.

Del Vecchio editore pubblica il volume di poesie di Hans Sahl dal titolo Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo (traduzione e cura di Nadia Centorbi). Sahl fuggì dalla Germania nazista insieme alla schiera degli emigranti della prima ora, nel marzo 1933, «non solo come ebreo, ma anche come oppositore di Hitler». Le sue poesie sono, comunque, un invito a guardare avanti, come quella dal titolo Memorandum in cui, criticando Theodor Adorno, dice che la poesia è possibile anche dopo Auschwitz.

Un uomo, che alcuni ritenevano
saggio, dichiarò che dopo Auschwitz
non fosse più possibile alcuna poesia.
Sembra che delle poesie
l’uomo saggio non abbia avuto
alta considerazione –
quasi che queste servissero a consolare
l’anima di sensibili contabili
o fossero vetri intarsiati
attraverso i quali si guarda il mondo.
Noi crediamo che le poesie
siano ridiventate possibili
ora più che mai, per la semplice ragione che
solo in poesia si può esprimere
ciò che altrimenti
sarebbe superiore a ogni descrizione.

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