Com'eravamo e perché leggevamo


Correva l'anno 1985, l'Italia affrontava uno dei più rigidi inverni della sua storia recente, il parlamento approvava il cosiddetto "Berlusconi bis", le Brigate Rosse uccidevano all'Università di Roma, l'economista Ezio Tarantelli e la mafia il vicepresidente degli industriali siciliani, Roberto Parisi. Lo Stato ratificava l'accordo di modifica dei Patti Lateranensi, e la lira viveva il suo "venerdì nero", mentre un mostro sanguinario terrorizzava le coppiette nei dintorni di Firenze e l'equipe guidata dal professor Vincenzo Gallucci eseguiva il primo cardiotrapianto effettuato nel nostro paese... nel frattempo fiorivano le pubblicità progresso e la lettura vi si faceva strada.

Si diffonde lo spot "Leggere è un piacere diverso, tutto vostro", baluardo di un'intera campagna volta a sdoganare "l'attività lettorica" da un "antico retaggio di costrizione", e a restituirle l'innegabile portato di conoscenza e di libertà. Chiamati direttamente in causa, gli spettatori sono invitati a spegnere quella stessa TV che si è fatta portavoce del messaggio, per riappropriarsi del gusto per la "parola scritta". Libri e giornali diventano i protagonisti di una "rinascita" che passa per i volti sorridenti di alcune tra le più note annunciatrici dell'epoca come Nicoletta Orsomando e Maria Giovanna Elmi per la RAI o Gabriella Golia e Cinzia Lenzi per Mediaset.

Video da PProgresso

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