Vialli e Materazzi, calciatori scrittori (ma scrivono coi piedi?)

Libri e calcio: che accoppiata!



Parliamo prima di Gianluca Vialli, il cui libri "The italian job", già edito in Inghilterra, non potrà essere venduto in Italia, nemmeno nella versione originale.

Lo ha deciso il tribunale di Vicenza, dopo la causa intrapresa da Claudio Pasqualin, ovvero l'ex procuratore di Vialli, che accusa il calciatore per aver scritto in un capitolo del libro che il suo procuratore (quindi lui) gli aveva creato dei guai con il fisco. Risultato: 4.600 euro di danni che Vialli pagherà a Pasqualin, e libro interdetto in Italia.

Una roba incredibile. Ma se siete dei tifosi incalliti e volete leggere lo stesso la biografia di Vialli, acquistatela on line su Amazon.



Secondo argomento di discussione, il libro fresco fresco di Marco "testata" Materazzi.

Si intitola "Che cosa ho veramente detto a Zidane" ed è edito dalla Mondadori, fedele alla linea di accaparrarsi il più possibile questo genere di libri "mordi e fuggi".

L'introduzione, scritta da Materazzi stesso, è splendida e lascia intravedere oltre la naturale ironia di tale opera, anche quanto sia incredibile che certi libri vendano, e bene.

"Come avrai capito, caro lettore, mi sono divertito a sviluppare il lato assurdo di questa faccenda".
Per fortuna il ricavato della vendita (10 euro) di queste cento pagine e 249 frasi (quelle che l'italiano avrebbe potuto dire a Zidane) sarà devoluto all'Unicef.

Alcune frasi? Le volete proprio?

"Zinedine, che mi combini? Non avete ancora perso... e già ti sei strappato i capelli!", "Adesso ti dico come va a finire Lost", "Mi ha detto Simona Ventura di chiederti se vuoi fare la prossima edizione de L'isola dei famosi" etc etc.

Un vero genio, no?

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