"Viaggio al termine della notte" di Céline

Viaggiare, viaggiare è proprio utile, far lavorare l'immaginazione. Tutto il resto è solo deusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario, ed ecco la sua forza, va dalla vita alla morte, dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città, cose...è tutto inventato, tutto inventato. Solo un romanzo, un romanzo, nient'altro che una storia, fittizia...

Sarà anche parzialmente inventata, la storia narrata nel famoso libro di Louis-Ferdinand Céline. Creata a partire da una fervida immaginazione, ma partorita dalla coscienza degli orrori di una grande guerra vissuta, mescolati ad un brutale pessimismo nutrito di sguardi parigini, questa stessa densa vicenda riempie a tratti la bocca di Elio Germano, intento ad una singolare trasmissione nel microfono di una vecchia radio. Di sicuro è un racconto che arriva ad un punto, e se il bout del titolo originale, rievoca un fine ultimo, non può che ricordare anche la sua versione femminile che fa rima con la morte e con l'annullamento, in un nichilismo atroce e disincantato, che era proprio di Céline.

Nato nelle lunghe notti di insonnia di un "viaggiatore patologico" angosciato dai fischi nelle orecchie, è una specie di diario di bordo scritto dall'attore di innumerevoli "pellegrinaggi", rigorosamente atei e sofferenti, cominciati per ragioni di studio e odiosi voleri paterni, per poi trasformarsi in preziose occasioni di riflessione. Il Viaggio in questione potrebbe coincidere con la stessa esistenza. Nel suo accidentato e storto percorso, costellato di peripezie, di dolore e di incoerenze, l'itinerario della vita umana ci appare infatti attraverso le parole di Ferdinand Bardamu, ex soldato e medico dei poveri in un sobborgo inventato che ricorda la vera Butte Montmartre, dove lo scrittore in carne ed ossa esercitò la medesima professione, fino ad ammalarsi della stessa povertà che cercava inutilmente di curare.

Non mi piace la politica, e il giorno che la patria mi chiederà di versare il sangue per lei, mi troverà, di sicuro, pronto a darlo. Siamo tutti su una grande galera, remiamo tutti fino a schiattare, seduti su queste trappole a sfangarcela tutta noialtri e cos'è che ne abbiamo in cambio? Niente! Solo randellate, miserie, frottole ed altre carognate.

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