Dieci frasi di Edgar Allan Poe per l’anniversario della sua nascita

In occasione dell'anniversario della nascita di Edgar Allan Poe, ecco dieci frasi dai suoi racconti.

Edgar Allan Poe

Il 19 gennaio del 1849 1809, cioè duecentocinque anni fa, a Boston nasceva Edgar Allan Poe, indiscusso maestro dei racconti del terrore, siano essi in prosa che in poesia. Anzi, secondo Hugo Gernsback: “Edgar Allan Poe può giustamente essere chiamato il padre della "fantascienza". Fu lui a dare veramente inizio al romance, a intessere brillantemente nella e attorno alla storia un filo scientifico”. Questo detto da colui che è ritenuto all’unanimità il vero padre della fantascienza statunitense è un qualcosa di molto interessante.

Per celebrare questo compleanno, vi proponiamo dieci frasi di Edgar Allan Poe tratte da alcuni suoi testi e ci auguriamo che siate così invogliate e invogliati a leggere le sue opere.


  1. Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte (da Eleonora).

  2. Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra? (da La sepoltura prematura).

  3. I veri, i soli veri pensatori, gli uomini di ardente immaginazione! (da Mellonta tauta).

  4. L'ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa l'ignoranza deve essere così profonda da non sospettare neppure se stessa (da Un capitolo d'idee).

  5. Le più alte facoltà della riflessione sono utilizzate più intensamente e con maggior profitto dal modesto gioco della dama che da tutta l'elaborata futilità degli scacchi (da I delitti della Rue Morgue).

  6. Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale (da Eleonora).

  7. Non c'è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull'orlo di un precipizio, medita di gettarvisi (da Il genio della perversione).

  8. Non credete a nulla di quanto sentito dire e non credete che alla metà di ciò che vedete (da Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma).

  9. Oggi sono in catene e sono qui. Domani sarò senza ceppi... ma dove? (da Il genio della perversione).

  10. Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno in un sogno (da Un sogno dentro un sogno).

E se ancora non vi siete incuriositi, ecco un racconto di Edgar Allan Poe dal titolo Morella interpretato da Giancarlo Giannini.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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