Tablet e iPod distruggono l'immaginazione nei bambini?

Secondo un'intervista pubblicata sul mensile The Atlantic, l'eccessiva interattività dei dispositivi mobili è un pessimo amico dell'immaginazione e non permette di appassionarsi ad una storia.

I tablet rendono quasi impossibile ai bambini di perdersi in una storia, mentre gli iPad hanno un sacco di qualità, tranne quella di tenere impegnati i piccoli durante la narrazione. A dire queste affermazioni, il mensile The Atlantic, rivista statunitense di cultura e letteratura. La tesi del giornalista è frutto di una lunga osservazione del fenomeno neii suoi figli durante la fruizione di contenuti su questi dispositivi mobili, tanto amati ormai dai più piccoli.

“Ho trascorso un sacco di tempo a guardare i miei figli, di tre e cinque anni - scrive Asi Sharabi - esplorare, giocare e leggere su un iPad. Ma, mentre i dispositivi touch-screen sono per certe funzioni meravigliosi, fanno un lavoro davvero pessimo nel coinvolgimento della storia”. L'interattività, secondo il giornalista, blocca l’empatia tra lettore e lettura e, a lungo termine, priverebbe i piccoli di uno dei suoi fondamentali vantaggi: il lavoro interiore di immaginazione e di empatia .
Secondo un recente sondaggio condotto dalla National Literacy Trust, i bambini che leggono su dispositivi elettronici ormai sono quasi 35 mila e vanno dagli 8 ai 16 anni: quelli che utilizzano solo questi dispositivi hanno tre volte meno la probabilità di godere della lettura (12% contro 51%) e un terzo in meno di poter affermare di avere un libro preferito (59% contro 77%) .

Il problema sta proprio nell’eccessiva interattività di questi tablet, che secondo il mensile “stanno uccidendo la narrativa”. Le storie interattive, infatti, sono progettate per bambini che potrebbero ancora avere bisogno di una lettura guidata, ma questa interattività si trasforma il più delle volte in un’esperienza di gioco piuttosto che di lettura in sé, così invece di focalizzarsi sul testo questo diventa un semplice contorno, uno sfondo. Un esempio? C’è un e-book di “Alice nel Paese delle meraviglie”, dove il bambino premendo dei tasti può allungare il collo della protagonista, elementi di distrazione che eliminano al bambino ogni intenzione di leggere o seguire la storia.
Non solo: secondo l’articolo, all’eccessiva interattività si contrappone una poca condivisione della lettura con gli altri, genitori in primis: “Il tablet è ormai la scelta della maggior parte delle famiglie moderne,ma l’utilizzo è sempre più visto come un’esperienza solitaria piuttosto che un'attività condivisa “. Le storie interattive diventano così dei compagni di giochi per i nostri figli, ma non sono l’effettivo sostituto di un libro cartaceo: “I libri fisici - continua - offrono a un genitore e un figlio un'occasione unica di legame. Durante la lettura di una favola , gli unici stimoli sono la voce dell'adulto, la sua intonazione e le immagini, richiedendo quindi uno stimolo alla fantasia, ma anche all’interpretazione e creando le basi per un confronto, una discussione tra genitore e figlio” .

La ricetta è quindi “una dieta equilibrata di lettura online e offline”, consiglio che vale sia per i piccoli ma anche per i grandi, in modo da aprire la mente all’immaginazione.

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