"Fuorimondo" Ornela Vorpsi

"Fuorimondo" Ornela VorpsiE' un mondo indubbiamente fuori, quello raccontato da Ornela Vorpsi, scrittrice albanese trapiantata a Parigi dal 1997. Un mondo dall'apparenza completamente normale, che si deforma già a partire dagli occhi che cercano avidamente di accedervi e di percepirne i più acuti segreti. Questi bulbi appartengono a Tamar, segnata da un lutto precoce, che sente il peso del tormento già da piccola e invidia, ma solo a tratti, le vite degli innumerevoli figli di Maria, l'anziana vicina che regna, come una matrona, sulla vasta distesa di prole, nuore e cuccioli di gatto, che sembra riprodursi ad un ritmo incessante.

Poi entra in scena Manuela, prima timida pretendente innamorata del bel Dolfi, una delle più deliziose creature messe al mondo da Maria, e poi cadavere, forse frutto di suicidio. Una morte che è una vera maledizione per tutta la comunità la sua, intrisa di sospetto e grondante di colpe, solleverà interrogativi e riflessioni, ma soprattutto aprirà la via su un abisso dal fascino innegabile, che finirà per catturare ancora di più coloro che ne subiscono da sempre i suadenti canti.

Qualcosa si era rotto, certo, ma dove. Mi sedevo, sforzandomi di immaginare l’interno del mio cervello per individuare la crepa, lo spacco, lo squarcio o non so che, e ogni volta la vedevo materializzarsi nell’incrinatura che percorre il muro a casa di mia nonna a partire da un giorno d’estate, quando un terremoto tracciò una linea fine, ma quanto acuta e profonda, spezzandolo a vita. Linea coerente, dal suolo al soffitto. Come i confini sulla carta geografica. C’era una profezia in quel disegno, mostrava la carta geografica del mio cervello, ma non l’avrei rivelato a nessuno, solo il muro io e la mia tomba l’avremmo saputo.

Via | einaudi.it

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