Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati

I poteri di una rabdomante per una storia che affonda nel noir.

I carruggi della Genova di inizio 1600 non sono il miglior luogo per trascorrere tranquilli il proprio tempo, soprattutto per una donna, eppure Pietra detta la Tunisina, forza indomita e reputazione di strega li domina come se fossero la propria casa. Tra i rigagnoli umidi e fetenti di una città di porto si consuma la sua vita fatta di continui soprusi e di grandi intuiti che si affretta ad attribuire costantemente alla sua bacchetta, tenendo il più possibile in disparte le sue reali capacità investigative. Ed è proprio durante le follie del Carnevale che torneranno a farsi sentire gli echi di un triste passato in orfanotrofio che ha il volto inquietante di un vendicatore vestito da cocchiere.

Solo una figura scura, un'ombra di ragazza alta e magra, addossata al muro della casa di fronte all'edificio che brucia, tiene gli occhi chiari da gatta triste sulle lingue di fuoco che, strisciando, hanno invaso la parte alta del palazzo. Ha un volto affilato che mostra appena i suoi ventidue anni.

Il testo di Lorenzo Beccati che si apre con una citazione del trattato di Carlo Amoretti sulla rabdomanzia, escamotage che ci catapulta nel cuore del frutto dell'inventiva narrativa di uno scrittore ed autore di noti programmi televisivi (Drive In, Striscia la Notizia, Paperissima), un crogiolo di vicende che si lascia percorrere a perdifiato, scoprendo poco a poco, tra ritratti colorati sui sampietrini e sordidi personaggi, un intreccio ben congeniato.

Il testo sarà presentato dall'autore proprio alla Feltrinelli di Genova, venerdì 24 gennaio alle ore 18.00.

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Lorenzo Beccati
Pietra è il mio nome
Narrativa Nord 2014

Via | editricenord.it

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