L’atlante più grande, più costoso e più scomodo del mondo

Quando il libro perde la sua funzione (cioè essere letto) e diventa un mero oggetto per sfoggiare il sapere (che forse non si ha…)

L’atlante più grande, più costoso e più scomodo del mondo

Ai tempi della tecnologia GPS e della geolocalizzazione imperante, fa un certo effetto leggere notizie che riguardano gli atlanti cartacei particolari come quello che va sotto il nome di Earth Platinum Edition, un atlante pubblicato da poco che è entrato nel libro dei Guinness dei primati per essere l’atlante più grande, più costoso e più scomodo del mondo!

Tutto è iniziato nel 2009, quando la casa editrice Millenium House ha pubblicato Earth, atlante di 580 pagine e di formato di 61x47 centimetri, rilegato in pelle, prodotto artigianalmente e illustrato a mano. Di questa versione erano disponibili due formati: una – la Royal Blue – in duemila copie con un prezzo di 2400 sterline, l’altra – la Imperial Gold – in mille copie e con il prezzo riservato.

Probabilmente questa edizione deve essere andata molto bene, visto che poi è stato realizzato un vero e proprio mostro (anche, ma non solo, nel senso etimologico di meraviglioso): la Platinum Edition, che misurava metri 1,8x1,4, costava centomila sterline e con una tiratura di solo trentuno copie. È diventato, così, il libro più grande (nel senso delle dimensioni) mai pubblicato. Gli atlanti sono così grandi che sono stati consegnati agli acquirenti grazie a degli aerei speciali e sono necessarie sei persone per spostare ogni singola copia.

Impossibile non pensare a quanto scrive Jorge Luis Borges ne L’artefice a proposito di alcuni cartografi che, mossi dall’idea di voler realizzare una mappa molto dettagliata dell’impero cinese, ne creano una in scala uno a uno, tanto che la mappa è grande quanto l’impero stesso!

In quell'impero, l'arte della cartografia giunse a una tal perfezione che la mappa di una sola provincia occupava tutta una città e la mappa dell'impero tutta una provincia. Col tempo, queste mappe smisurate non bastarono più. I collegi dei cartografi fecero una mappa dell'impero che aveva l'immensità dell'impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le generazioni seguenti, meno portate allo studio della cartografia, pensarono che questa mappa enorme era inutile e non senza empietà la abbandonarono alle inclemenze del Sole e degli inverni. Nei deserti dell'ovest sopravvivono lacerate rovine della mappa, abitate da animali e mendichi; in tutto il paese non c'è altra reliquia delle discipline geografiche.

Via | Papel en blanco

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