Mary Shelley e le lettere ritrovate

Un fortuito ritrovamento di tredici lettere di Mary Shelley permetterà di poter studiare meglio la figura dell'autrice di Frankenstein.

Mary Shelley

La scoperta è interessante per un duplice motivo: il primo perché ci permette di conoscere meglio una delle autrici più lette del mondo, il secondo perché ci fa riflettere su come l’uso saggio della tecnologia possa farci scoprire tesori del passato che non sapevamo nemmeno esistessero.

Mi riferisco a quanto accaduto qualche giorno fa nel Regno Unito, dove la professoressa Nora Crook, studiosa del Romanticismo, cercando all’interno di un database informazioni relative a un autore poco noto, ha invece scoperto ben tredici lettere inedite di Mary Shelley, l’autrice del famosissimo romanzo Frankenstein ovvero il moderno Prometeo. La professoressa, infatti, nell’interrogare il database dell’archivio dell’Essex, si è trovata dinanzi a un elenco di documenti contenuti nell’archivio e la sua curiosità è stata attirata dalla scritta Letter from Mary Wollstonecraft Shelley. Ha fatto quindi click sul link e ha così scoperto tredici lettere di Mary Shelley che vanno dal 1831 al 1849 e che parlando di vari aspetti della vita della scrittrice, con sue raccomandazioni e pensieri sulla propria famiglia.

Un vero e proprio scrigno di informazioni sulla scrittrice che, pur essendo sotto gli occhi di tutti (erano state anche catalogate, ma mai nessuno si era preso la briga di aprire il faldone sigillato con un timbro in ceralacca – non noto nemmeno questo! – che riportava il nome di Mary Shelley) erano di fatto ignote.

Le lettere saranno prossimamente pubblicate su una rivista specializzata sul Romanticismo e permetteranno agli studiosi di poter conoscere taluni aspetti più intimi della vita di Mary Shelley. Per noi è interessante notare come spesso è la curiosità la chiave per fare passi in avanti: la professoressa Crook stava facendo una ricerca su un altro argomento e se avesse tralasciato di cliccare sul link, quelle lettere sarebbero rimaste ignote chissà per quanto tempo ancora.

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