Indonesia: chiude biblioteca accusata di proselitismo cattolico

Nata per debellare l'analfabetismo infantile, la biblioteca pubblica per l'infanzia non era gradita ad un gruppo estremista islamico locale.

Chiusa perché considerata "pericolosa”, “sovversiva” e dedita al proselitismo. Sono le motivazioni per cui, dopo settimane di intimidazioni e pressioni, la biblioteca pubblica per l'infanzia nella provincia di West Java, in Indonesia, è stata chiusa al pubblico, in seguito alle numerose accuse di proselitismo  sferrate da parte di un gruppo estremista islamico locale.

La Taman Bacaan Masyarakat (tradotto "Centro per la lettura libera") era sorta poco tempo fa a Kalimulya, villaggio del distretto di Depock, nella reggeva di Bogor. Coordinata dalla Ong Sanggar Rebung Cendani, un gruppo per l'emancipazione attivo nelle zone rurali della provincia, la biblioteca aveva lo scopo di ridurre l'elevato analfabetismo infantile e suscitare la passione per la lettura tra i più piccoli, oltre a diffondere politiche eco-sostenibili nelle zone rurali.

Programmi e politiche poco graditi da questi fanatici religiosi appartenenti alla popolazione locale, così a dicembre alcuni leader fondamentalisti islamici hanno iniziato ad accusare - ingiustamente - la Tbm di essere un centro cattolico dedito al proselitismo. Accuse infondate, aizzate per celare il vero problema: il diritto all'istruzione che non può e non deve essere alimentato.

Minacce che sono proseguite fino ad oggi, quando il direttore esecutivo del centro, Yoseph Budisantoso, ha confermato il blocco delle attività. Pur non nascondendo la sua fede cattolica, Budisantoso ha sempre chiarito che tutte le iniziative compiute dalla Ong hanno avuto un carattere interconfessionale e si dice dispiaciuto per la popolazione locale, che durante questi mesi aveva mostrato interesse e sostegno al centro, aderendo ai progetti umanitari, a dispetto delle offese e delle minacce degli estremisti.

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