Per dieci minuti, di Chiara Gamberale

Il nuovo romanzo della scrittrice trentaseienne è in cima alle classifiche di vendita natalizie.

Chiara Gamberale ha facilità di scrittura, le parole scorrono agili, la pagine cinguetta veloce. Per dieci minuti, il suo ultimo romanzo, è proprio così. E cosa ci dici del contenuto, direte voi?

Il romanzo racconta di una donna, benestante, intellettuale, innamorata del marito, cui d’un tratto vengono meno i punti di riferimento. Il marito la lascia, il giornale per cui scriveva una rubrica la sostituisce, e lei praticamente si mette a cucinare pancake per ritrovarsi. O a mettersi lo smalto fucsia e camminare per la strada all’indietro. Cose di questo tipo insomma, e la grandiosa idea non è nemmeno sua ma nientemeno che di un’analista.

La Chiara protagonista del romanzo, dietro cui solo parzialmente si nasconde l’autrice come lei stessa ha precisato, decide cioè come terapia di dedicarsi dieci minuti al giorno per fare qualcosa di mai fatto prima. A sostegno dello spessore della trama, autrice ed editore - in interviste, presentazioni e quarte di copertine - assicurano che dietro alla leggerezza delle piccole cose si possa nascondere il cambiamento, il significato di una rinascita, addirittura il senso della vita. Occhei, vogliamo credergli, e aggiungiamo pure che viviamo in una società veloce e frenetica in cui riuscire a dedicarsi pochi minuti al giorno è un’impresa epica.

Ma detto questo, siamo proprio sicuri che tutto ciò non sia una gigantesca ed articolata scusa per poter scrivere e pubblicare romanzi leggerotti? E per non affrontare con onestà il probabile argomento che meno contenuti si mettono nelle pagine e meno corposi, più libri si vendono?

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