L'amico Bettino

Ammirava Garibaldi e Mussolini, era amico degli arabi senza essere nemico d’Israele. Morì latitante perché in Italia non si sentiva sicuro. Come avrebbe potuto difendersi? Ricordate il clima di quegli anni? Quando Cagliari e Gardini si suicidarono in carcere, la gente esultò: la loro morte era un’ammissione di colpevolezza.


E’ un Bettino Craxi determinato e fondamentalmente onesto, con una visione strategica del paese e dei suoi problemi quello che viene raccontato da Massimo Pini, suo amico e biografo. Indubitabilmente un grande statista, non un pentito dell’ultima ora pronto a vendersi l’anima per ricostruirsi una nuova verginità, Bettino Craxi non avrebbe lasciato eredi: nessuno come lui sarebbe stato in grado di aggregare le forze riformiste in modo definitivo e promuovere forme di capitalismo solidale.


Editore, membro del CdA Rai, ma soprattutto testimone della parabola politica di Craxi, Pini raccoglie i fatti di una vita senza perbenismi, con lo sguardo vero di chi gli è stato vicino sino alla fine.


Craxi, una vita, un’era politica”, Massimo Pini – Mondatori, pagine 753, prezzo 26 euro.

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