Verlaine: un ritratto a tinte fosche del Principe dei Poeti

Frammenti di una tormentata esistenza poetica.

Paul Verlaine, tra le più note penne della poesia d'oltralpe ricordata ancora oggi, in occasione del 118° anniversario della sua morte con tre valenti liriche, non era nato a Parigi, ma nella nordica Metz, dove il 30 marzo 1844, Élisa Stéphanie Dehée sposa del militare di carriera Nicolas-Auguste Verlaine da ormai tredici anni, diede alla luce l'attesissimo Paul Marie, unico figlio della coppia, battezzato con rito cattolico nella chiesa locale e messo sotto protezione con il secondo nome, in segno della devozione parentale alla Vergine. Arriverà nella metropoli solo qualche anno dopo nel 1851, dopo le dimissioni paterne seguite alla conquista del grado di capitano, intessendo una serie di fitti rapporti con l'intellighenzia locale e concedendosi parecchie débauche e una vita molto mondana. Perla del Parnasse assiduo frequentatore dei salotti letterari più in vista dell'epoca e dei brulicanti café del Quartiere Latino e feste galanti, che ispirarono anche il titolo di un'opera del periodo, mentre la sua prima raccolta di versi pubblicata nel 1866 si pose sotto gli influssi di un bizzarro pianeta "Les poèmes saturniens". Persino la moglie, la giovane diciassettenne Mathilde Mauté è la sorella di un suo compagno di eccessi alcolici, ma l'amore avrà l'angelico e maledetto volto di Rimbaud, già ebbro.
A dire il vero Verlaine nella frizzante ed oscura capitale francese non aveva vissuto neanche l'ultimo periodo della sua esistenza tumultuosa, trascorso in buona parte in Inghilterra, con una lunga parentesi belga legata all'incidente di Bruxelles (l'episodio dello sparo contro il suo amante Arthur Rimbaud), eppure è proprio all'ombra della Tour Eiffel che ritornerà infine, per raccogliere i cocci della scomparsa materna, errando tra ospedali e ghetti in preda alla malattia e ai fumi dell'alcol, spegnendosi miseramente l'8 gennaio 1896, nonostante fosse stato coronato appena due anni prima "Prince des poètes", con annessa rendita.

Un grand sommeil noir
Tombe sur ma vie :
Dormez, tout espoir,
Dormez, toute envie...

Photo by Hulton Archive/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | toutelapoesie.com/poetes/paul_verlaine

  • shares
  • Mail