È morto Pier Luigi Bacchini, poeta della natura

A 86 anni è morto Pier Luigi Bacchini, uno dei poeti più rappresentativi, e al contempo più schivi, del nostro panorama letterario.

È morto il poeta Pier Luigi Bacchini, il poeta della natura

Pier Luigi Bacchini – uno dei poeti più originali del nostro panorama letterario contemporaneo, nonché una delle figure più appartate della nostra letteratura – è morto oggi a 86 anni. Bacchini erano nato a Parma nel 1927 e viveva lì nei pressi, a Medesano.

Il suo debutto in poesia è del 1954 con la raccolta Dal silenzio d’un nulla; con Visi e foglie (Garzanti 1993) vince il Premio Viareggio per la sezione di poesia. Scritture vegetali, pubblicate per Mondadori nel 1999, è considerata la sua opera più importanti.

Poesie 1954-2013 è il titolo del volume degli Oscar Mondadori a lui dedicato e in esso leggiamo:

Le mie poesie iniziano con felicità, con gioia. Nascono come gioia per la scoperta, gioia per la bellezza della natura, per un profumo. Naturalmente ci sono le debite eccezioni. La gioia può tramutarsi anche in disillusione e in tristezza. Questa è la mia ispirazione. Il mio meccanismo di “messa in moto”

Nel 2003 Bacchini ha pubblicato con Garzanti la raccolta Cerchi d’acqua – raccolta con cui si aggiudica la XVI edizione del Premio Leggere per conoscere – Unione Lettori Italiani promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero delle Attività Culturali e dal Ministero dell'Istruzione e Ricerca – in cui si confronta con la brevità della composizione poetica orientale: Cerchi d’acqua, infatti, è un libro di haiku. Ne riportiamo alcuni:

Attimo
Immemorabile è il tempo
che su queste colline
il vento scuote i germogli.

Nell’andito
Dopo che tutte le peonie rosate
hanno lasciato cadere i petali sul ricamo
è più alto il silenzio.

Ondicella palustre
Un cerchio d'acqua s'apre.
Ora un altro.
Non più.

Secondo equinozio
Amo i giardini incolti,
un vento immobile vi abita.
Piccola statua di pietra.

Sentiero
C’è tempo prima delle stelle.
Dopo la curva dei gelsi
mi siedo e le aspetto.

Via + foto | Gazzetta di Parma

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