Rai 60 anni: 5 libri per capire la storia della TV italiana

Il 3 gennaio 1954 la RAI iniziava le sue trasmissioni. Ecco alcuni consigli di lettura per capire meglio la TV italiana.

Cavallo morente, Francesco Messina. Opera simbolo della RAI

Il 3 gennaio 1954 la RAI iniziava le sue trasmissioni: Fulvia Colombo inaugurava il Programma Nazionale, l'attuale Rai 1, e in quello stesso giorno partiva anche il Telegiornale (l'attuale TG1). L’annuncio di Fulvia Colombo è entrato nella storia della tv e nella nostra storia:

La RAI Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive.

A sessant’anni di distanza dalla nascita della RAI proviamo a guardare la tv oggi, attraverso i libri. Sì, perché, come ben sappiamo, la RAI non è solo televisione ma ha fatto cultura in Italia (la fa ancora?). Per dirla con Carlo Freccero, “la televisione non ha cambiato gli italiani, ha fatto gli italiani”.

Uno sguardo generale alla storia della RAI la troviamo ne La storia della RAI, pubblicato da RCS Periodici, ma, secondo me, è più interessante vedere alcuni aspetti dell’azienda. Per esempio quello dell’onnipresenza dei partiti politici: un quadro della situazione è offerto da Giulia Guazzaloca in Una e divisibile. La RAI e i partiti negli anni del monopolio pubblico (1954-1975) (Mondadori, 2011) L’autrice parta da una domanda, che molti di noi si pongono: perché la TV italiana è sempre apparsa un'appendice della politica, uno strumento asservito al potere e ai partiti? Giulia Guazzaloca indaga le relazioni tra televisione e politica nella fase in cui radio e TV erano di esclusivo monopolio pubblico. Dagli anni Cinquanta alla metà degli anni Settanta (la prima grande riforma della RAI è del 1975), il volume ricostruisce la storia del «governo della televisione» in Italia; ma si potrebbe anche dire la storia della «televisione del governo».

A proposito di presenza della politica in RAI, un caso da segnalare è quello dei TG e, in particolare, del TG1. Giulio Borrelli in Le mani sul TG1. Da Vespa a Minzolini: l'ammiraglia RAI in guerra (Coniglio, 2010) racconta la storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica.

Se si parla di TV italiana, si parla anche di sprechi: è Denise Pardo ad analizzare la questione nel libro La piovra Rai. Sprechi, vizi e privilegi della televisione di Stato (Bompiani, 2009): si tratta di un’inchiesta sulla tv di Stato che punta il dito sulle storture di un'azienda pubblica che spesso segue logiche non di mercato, ma di opportunismo. Un’analisi impietosa, corrosiva, documentata e ricca di dati sulla più grande azienda pubblica del Paese.

Del futuro della RAI e della televisione in generale si occupano Stefania Ercolani e Carlo Rognoni nel saggio Da mamma Rai alla Tv fai da te. Guida alla televisione di domani (RAI-Eri, 2009). Gli autori pongono diversi quesiti nel libro: che cosa è e come si costruisce un palinsesto? Perché si parla di meticciato dei generi tv? Che cosa è "la stagione di garanzia" e chi se l'è inventata? Quanto pesa aggiudicarsi i diritti sportivi? Perché nella battaglia degli ascolti la fiction rende di più di un film? Che cosa è un mux? Serve ancora il servizio pubblico e se sì come dovrebbe cambiare la Rai? Siamo sicuri che le leggi che abbiamo siano all'altezza dei nuovi tempi? Perché il rapporto fra partiti e televisione continua a creare problemi?

Una delle sfide più grandi che ha recentemente affrontato la RAI è stata quella del passaggio al digitale. In quest’ottica si colloca il testo di Antonia Cava, Marco Centorrino e Fulvio Firrito dal titolo Servizio pubblico e mercato televisivo. La Rai nel passaggio dall'analogico al digitale (Aracne, 2012). Gli autori hanno studiato la RAI da un profilo strettamente legato alla sociologia della comunicazione e utilizzando strumenti propri dell'economia aziendale, puntando sulle trasformazioni dell’azienda di fronte al rinnovamento del panorama televisivo.

Infine, se volete approfondire la conoscenza del cavallo morente esposto che all'ingresso della sede principale a Roma (la cui foto trovate a inizio post), vi rimandiamo all’edizione bilingue (italiano e inglese) a cura di Giuseppe Basile del libro Il cavallo morente di Francesco Messina nella sede centrale Rai. Studio, restauro, manutenzione (Il Prato, 2013).

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