"La città degli amori infedeli" di Najat El Hachmi

La città degli amori infedeli"Questa è l’unica verità che vi vogliamo raccontare, quella di un padre che deve affrontare la frustrazione di non poter compiere il proprio destino, quella di una figlia che, senza averlo deciso, cambiò per sempre la storia dei Driouch."

Ecco una delle chiavi del racconto, che riassume il legame tra i due personaggi principali ed i loro ruoli assunti e mancati. Un padre ed una figlia, ognuno ben distante dal "compito" che la società sembra avergli assegnato da secoli. Si chiamava "L’últim patriarca", era questo il titolo del libro di Najat El Hachmi, scrittrice e poetessa spagnola nata in Marocco. Questo il nome della storia che ha raccontato in catalano, la lingua di Barcellona, città nella quale vive dall'età di otto anni, idioma dal quale è stato tradotto in italiano (da Sara Cavarero con il contributo dell’Institut Ramon Llull) e linguaggio del paese dove è emigrato il nostro protagonista, padre-padrone di una dinastia di uomini-sovrani "ormai decaduta", patriarca appunto, ma di un'epoca che non esiste più e che proprio in lui ha visto l'ultimo rappresentante di una tradizione che i suoi figli non porteranno avanti, per loro espressa volontà.

Una lunga serie di eventi funesti sembrano aver costellato la vita di questo individuo che, tra scatti d'ira e violenze tiene quasi in ostaggio la sua famiglia, le "sue donne" e i suoi figli che tradisce ed umilia continuamente, fino a lasciarli soli per anni, per poi tornare ad esercitare lo stesso insano potere. Sembra affondare in un odio ceco Mimoun, finché una delle sue figlie, ormai adulta, non comincia a chiedersi le ragioni di una tale condotta. Per scoprirle non esiterà a sviscerare tutto il novero degli episodi dell'infanzia paterna, tutti i "cattivi auspici" che hanno cacciato i suoi jinn (i geni), a cominciare dallo schiaffo quando aveva soli sei mesi, al presunto omicidio del fratellino neonato, passando per le botte del nero maestro Shi Foundou dalle "braccia che gli arrivavano alle ginocchia", fino al triste episodio, la presunta scioccante apparizione che segnò il suo terribile ingresso nel mondo degli adulti. Era una notte d'estate, notte di un matrimonio, e, si sa che in quelle occasioni può succedere di tutto, ma in fondo non si trattava del primo "oscuro episodio" della vita di Mimoun, segnato già alla nascita.

I bambini che nascono senza dolore sono un cattivo auspicio, figlia. Se non ti fanno male alla nascita, te ne faranno per il resto della tua vita. E così fu. Quel giorno nacque Mimoun, il fortunato, colui che avrebbe avuto l’onore di porre fine alle generazioni di patriarchi destinati a fare del mondo un luogo ordinato e decente. Con lui si sarebbe conclusa per sempre la condanna del patriarcato. Ma Mimoun non lo sapeva ancora. E la nonna, che presagiva e sognava cose che poi si realizzavano, non aveva né sognato né intuito niente di tutto quello. Però, esausta, aveva sentito gli yu-yu di tutte le donne di casa che annunciavano la buona notizia a tutto il paese: a casa dei Driouch era nato un bambino...

Via | 10righedailibri.it

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: