Conversazioni sull'educazione, di Zygmunt Bauman

Conversazioni sull'educazione, di Zygmunt BaumanVari sono gli aspetti che possono essere messi in evidenza del libro-intervista Conversazioni sull'educazione di Zygmunt Bauman in collaborazione con Riccardo Mazzeo, edito recentemente da Erickson. Mi soffermo su due che mi hanno coinvolto di più.

Il primo aspetto riguarda la speranza. Nel dialogo che si intesse tra Riccardo Mazzeo e Zygmunt Bauman si respira la speranza per un futuro migliore. Difficile da attuare, certo, ma non impossibile. Questo è uno dei ruoli dell'educazione: formare alla speranza. Dice il celebre sociologo e filosofo polacco:

La convinzione che mi spinge a cercare, pensare e scrivere nel corso degli anni è che per fare un uso appropriato della libertà di scelta [...], abbiamo bisogno di essere consapevoli di quella gamma di azioni insite nel “fato” (il momento storico non scelto in cui dobbiamo agire) e della gamma di azioni alternative [...] fra cui possiamo scegliere [...] C'è [...] molto spazio per la preoccupazione ma non ce n'è affatto per la disperazione. Quanto alla tua domanda se, date le pressioni, le mode e le eccentricità che sembrano oggi prevalere in modo soverchiante, ci sia ancora permesso sperare o attenderci che i nostri figli e studenti si comportino in modo differente da quello che mettono in atto nella maggior parte dei casi, la mia risposta è “sì”. Se è vero (e lo è) che ciascuna gamma di circostanze contiene alcune opportunità accanto ai pericoli, è anche vero che ciascuna di essere è pregna sia di ribellione sia di conformismo. Non dimentichiamo che ogni maggioranza all'inizio era una minuscola, invisibile e impercettibile minoranza. E che perfino le querce centenarie provengono da ghiande ridicolmente minuscole.

L'altro aspetto che ho trovato interessante in questo libro di conversazioni è la capacità di Bauman (e anche di Mazzeo che illustra splendidamente il proprio punto di vista e dà il là a Bauman di rispondere in maniera approfondita) di guardare gli eventi della quotidianità – anche quelli forse insignificanti – e sapervi leggere altro. Come a proposito della discussione su mixofobia (“cioè la tipica paura di avere a che fare con gli stranieri”) e la mixofilia (“la gioia di trovarsi in un ambiente diverso e stimolante”):

Da più di quarant'anni della mia vita a Leeds vedo dalle mie finestre i ragazzi e le ragazze che tornano a casa dalla vicina scuola secondaria. È raro che camminino da soli per strada, preferiscono camminare nel gruppo dei loro amici. Questa consuetudine non è cambiata. Tuttavia, quel che vedo dalle mie finestre è cambiato nel corso degli anni. Quarant'anni fa, ciascuno di questi gruppi era “di un solo colore”; oggi, non lo è più quasi nessuno di essi…

Le Conversazioni sull'educazione di Zygmunt Bauman sono un libro da leggere con calma, centellinandone la lettura per cogliere le mille sfumature del pensiero dell'Autore. Perché se le certezze dei nostri padri oggi sono diventate incertezze è pur vero che il futuro – e i giovani soprattutto – non possono essere fermati. Preoccupazioni ci sono, come sottolinea Bauman, ma anche certezze che la quercia – per riprendere il suo esempio – crescerà. Lentamente. Ma crescerà.

Zygmunt Bauman
in collaborazione con Riccardo Mazzeo
Conversazioni sull'educazione
Erickson, 2012
ISBN 978-88-6137-956-5
pp. 147, euro 12

  • shares
  • Mail