I migliori libri del 2013 per il New York Times pubblicati in Italia

Cinque romanzi, pubblicati in Italia, considerati tra i migliori del 2013 secondo i critici del New York Times.

Come ogni anno, il New York Times ha elencato la sua lista di migliori libri pubblicati nel 2013, scelti dai critici del loro supplemento letterario. Ben cento, tra romanzi, inchieste, biografie e racconti che gli americani hanno avuto il piacere di leggere durante l'anno. Dei numerosi titoli, in Italia purtroppo ne sono arrivati molto pochi. Tra questi, abbiamo selezionato cinque che hanno attraversato l'Oceano e si trovano disponibili in italiano, altri invece che arriveranno da noi soltanto nel 2014. Un consiglio di lettura made in USA.

"La cena", di Herman Koch (Neri Pozza Editore, Collana Bloom, 2013), è un thriller ambientato in Olanda: qui due coppie sedute a cena in un ristorante devono affrontare uno spinoso argomento, il futuro dei loro figli, presunti assassini. Cosa saranno capaci di fare per difendere i loro figli?

Viene dal Massachusetts la protagonista de "La donna del piano di sopra" (Bollati Boringhieri, 2013) di Messud Claire. Nora Eldridge, insegnante elementare sulla quarantina, è la "donna del piano di sopra", una persona gentile ma insignificante, spettatrice dei successi altrui. Finché nella sua vita arrivano i cosmopoliti Shahid, che la mettono davanti a nuove diversità.

"Il rumore delle cose che cadono" (Ponte Alle Grazie, 2013) è l'ultimo romanzo di Juan Gabriel Vasquéz. Dopo il successo de "L'informatore", Vasquéz torna in libreria con questo romanzo - vincitore di uno dei premi più prestigiosi di Spagna, l’Alfaguara -  che narra l'ascesa e la caduta di Pablo Escobar da scrittore a narcotrafficante.

Non ancora tradotti e pubblicati in Italia, ma previsti per il 2014, due interessanti romanzi: "The Circle", di Dave Eggers e "Bleeding Edge" dello scrittore Thomas Pynchon.

Giunto al suo settimo romanzo, Pynchon propone un thriller tecnologico con sfumature noir ambientato in una New York del XXI secolo. Il titolo originale, Bleeding edge, è una metafora che deriva da cutting edge, letteralmente "all'avanguardia" e indica una tecnologia così avanzata da risultare potenzialmente pericolosa per l'utilizzatore, bleeding, appunto. Il libro arriverà a meta dell'anno prossimo, pubblicato da Einaudi.

Ispirato a 1984 di Orwell è invece The Circle, dove lo scrittore descrive una società in cui la burocratizzazione sociale domina l'intero sistema, in una società dove la privacy è inesistente e tutto diventa visibile. Il tutto è ambientato in un'azienda, chiamata proprio The Circle, un non-luogo dove vige questa filosofia: "Chi mai farebbe qualcosa di immorale o di illegale se sapesse di essere osservato?".

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