Mezzanotte a Parigi, di Dan Franck

Parigi, almeno fino all’arrivo della seconda guerra mondiale, si sa, era il crogiuolo dell’arte – intesa nel senso più alto del termine. Lì si incrociavano le esperienze più autentiche che avrebbe marchiato a fuoco tutto il Novecento e oltre.

Inutile fare un elenco delle personalità che in quel periodo hanno frequentato i caffè, le mostre, i salotti. Basti dire che Parigi era concretamente il sogno da raggiungere per chiunque volesse confrontarsi con il mondo artistico e volesse scommettere sul proprio. Ma il sogno si è infranto con l’invasione dei nazisti e, di fatto, ha determinato la migrazione dell'arte dall'Europa agli Usa che, da quel momento in poi, sono diventati il motore propulsore della contemporaneità.

Con il fiuto del romanziere che è, Dan Franck – francese che oltre a essere scrittore è anche sceneggiatore – scrive un libro di estremo interesse: Mezzanotte a Parigi, appena edito da Garzanti.

Il presupposto da cui parte Franck è tanto semplice da formulare quanto complesso da raccontare, e che in parole povere potremmo riassumere così: come se la passavano gli artisti nella Parigi occupata dai nazisti? La risposta, naturalmente, è ovvia: se la passavano male. Ma è in grado di raccontare un mondo.

Alcuni riuscirono a scappare in tempo, molti dei quali naturalmente andarono in America; altri (molti) dovettero passare le pene dell’inferno per riuscire a imbarcarsi; molti altri, invece, non sopravvissero all’inferno; infine, c’erano i collaborazionisti.

Questa è la parte più consistente del libro: Samuel Beckett, Sarte, De Beauvoir, Max Ernst, Peggy Guggenheim e tutte le sue tele da salvare, Marguerite Duras, Céline, Paul Eluard, Breton, Varian Fry, Walter Benjamin, Arthur Kostler, Antoine Saint-Exupery; questi, tanto per citarne alcuni, i nomi che si incontrano, si scontrano, si sfiorano, si incrociano, si perdono.

Volendo, però, questo libro offre la possibilità di fare anche un’altra riflessione molto più ampia della prima: non solo come se la passavano gli artisti, ma: come se la passava l’arte? Risposta altrettanto ovvia: male, anche lei.

Franck Dan
Mezzanotte a Parigi
La capitale della cultura mondiale nel momento più difficile: l'occupazione nazista.

Traduzione dal francese di Doriana Comerlati
Fotografie in bianco e nero
512 pagine
€ 25.00

  • shares
  • Mail