"E tutti lavorammo a stento". Racconti di un'Italia precaria

Da nord a sud, ventiquattro autori raccontano un episodio emblematico e significativo della propria vita lavorativa.

"E tutti lavorammo a stento". Racconti di un

"La giornata si mette proprio bene. Maradona, San Giuseppe e la Madonna li vendiamo a sessanta euro a un gruppo di turisti spagnoli (sempre simpatici, per la verità).
Riusciamo a piazzare anche la statuetta dell’attuale governatore della BCE a quindici euro, incredibilmente a un turista tedesco. A essere sinceri la nostra richiesta era di venti euro ma il tedesco ci ha detto che lui non lo può vedere, la compra solo per rompergli la testa quando arriva a casa. Don Gaetano prima di cedere mi ha detto “Guaglio’, che ce ne fotte. Facciamocelo passare sto sfizio, tanto i tedeschi non capiscono niente”.

Questo che avete appena letto è un piccolo estratto di una delle ventiquattro storie di vita e di lavoro che compongono il libro "E tutti lavorammo a stento – Italia 0 24". Ventiquattro autori, ognuno con il suo bagaglio di esperienze, tasselli che compongono la propria storia di vita lavorativa, dal venditore ambulante al ragazzo delle pizze.

Racconti brevi che ripropongono, mettendo nero su bianco, un qualsiasi giorno di lavoro in questa Italia choosy, dove i sogni e le ambizioni si scontrano quotidianamente con il disincanto e l’amara realtà di un Paese che non premia e che il più delle volte illude.

Storie piacevoli che si alternano "a cronache di un disagio perenne: ne emerge un ritratto dell’Italia di oggi intricato, concitato, ma in ogni caso fedele”. Un disagio che il più delle volte provano le nuove generazioni, costrette a vivere in una società in cui le ambizioni e i sogni sono scollati dai fatti. Lo ritroviamo descritto in quest’altro piccolo racconto, tratto da: Ore 1, Barcellona Pozzo di Gotto (ME) – Il pizzaboy

"C’è un’intera generazione clandestina da combattimento come me: laureati istruiti cui viene impedito di adoperarsi, prodotti all’ ingrosso - da università inutili e basate sul profitto - per ingolfare le fila dei centri per l’impiego. Rimasti a zonzo in cerca di un lavoro, bussiamo porta a porta prima di capire che bussare porta a porta è già un lavoro.
Siamo un esercito, noi, di rappresentanti e venditori, contrattisti, fattorini e ponyexpress, l’esercito che bussa per consegnare, proporre, far firmare e sorridere.
Generazione clandestina da combattimento e sorridente, sorridiamo sempre, pronti a dare il culo per dieci euro al giorno o giù di lì".

E tutti lavorammo a stento – Italia 0-24

Edizioni ARPANet
Pagg. 210, euro 10

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