Memorie di un vecchio giardiniere, di Reginald Arkell

arkell“La prima grande emozione la provò quando il melo fiorì. In un angolo del parco vi era un vecchio melo, uno strenuo combattente che aveva già fatto il suo tempo. I frutti non erano più un granchè, ma quando fiorì, gli mozzò il respiro; somigliava alla schiuma di mare che si frange sopra un banco di corallo. Se Bert Pinnegar fosse stato poeta, ma non lo era, sarebbe riuscito a dirlo meglio; ma comunque anche quell'immagine gli bastò”

Un libro delizioso, che consiglio a chiunque abbia voglia di una lettura riposante, garbata, ricca di quell'humour inglese che rende il tutto frizzantino al punto giusto. E' Memorie di un vecchio giardiniere, di Reginald Arkell, la storia a ritroso del vecchio Gramigna: ovvero Mr Herbert Pinnegar, un talentuoso ex capogiardiniere che ha visto (da lontano) le due Guerre e che, come la gramigna, non ha nessunissima voglia di scollarsi da questo mondo, nonostante l'età avanzata.

E' impossibile non volergli bene, con quel carattere chiuso e testardo, già da piccolo orfano cresciuto dalla moglie del fattore. Ma la sua passione inizia quando diventa allievo di una maestra che gli insegna l'amore per i fiori selvatici, rendendogli odioso un futuro di bracciante (per i contadini “ogni fiore è un'erbaccia”, per i giardinieri “ogni erbaccia un fiore”).

“Dovette subito imparare la lezione che tocca a ogni giardiniere: i fiori non fioriscono tutti nello stesso momento, e quindi si arriva tropo presto o troppo tardi; i fiori che nascono oggi non sono mai belli come quelli che sono nati ieri o che nasceranno domani”.
Così, tutti in paese sanno che “quello che il piccolo Herbert ignora dei fiori selvatici non vale la pena di essere saputo”. Finchè un giorno Herbert ha la grande occasione della vita per mettere in luce il suo talento, il che attirerà l'attenzione della signora Charteris, nel cui giardino farà meraviglie, con certe aiuole che sembrano “spettacoli pirotecnici”.

“La vita del giardiniere è una lunga lotta contro le forze del Male, ma la vittoria merita lo sforzo. A catastrofi esasperanti seguono trionfi spettacolosi; un momento ci si abbatte e un momento seguente ci si libra sulle ali dell'aurora...Sarebbe stato bello che la pestifera ruggine delle piante non attaccasse le rose, o che le lumache la smettessero di mangiare i teneri germogli della clematide, ma non si puà avere tutto. La maledizione del Paradiso terrestre, la chiamava il signor Addis...”
Il giardino cambia nel tempo, e non passerà indenne per le due guerre. E forse, soprattutto, allo “spirito” delle nuove generazioni del dopoguerra. Ma in fondo da sempre “il giardiniere è un essere frustrato...attorno a sé vede mutamento e decomposizione, una cosa tristissima, e nessuno riesce a spiegarsi come i giardinieri abbiano la forza di continuare nonostante le difficoltà”.

R. Arkell
Memorie di un vecchio giardiniere
Elliot ed.
16 euro

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