I Kraftwerk di Wolfgang Flür: rovinati dal ciclismo

Io ero un robot è il libro scritto qualche anno fa da uno dei componenti del celeberrimo gruppo elettronico teutonico Kraftwerk, Wolfgang Flür.
Un gruppo che per i più è rimasto misterioso ed enigmatico con la stereotipata immagine fredda e glaciale di robot senz'anima compatti e indifferenziati. Flür incredibilmente da l'idea invece di un gruppo che funziona a doppia coppia: Bartos e Flür da una parte, Florian Schneider e Ralf Hütter dall'altra. Volendo schematizzare: braccia contro menti.
Nel libro infatti Flür non accenna mimimamente ad una poetica qualsiasi che ispira i Kraftwerk. Le braccia son le anime più passionali del gruppo, quelli che si entusiasmano maggiormente per i continui viaggi e per il successo, le menti quelli che pianificano tutta la strategia discografica e che ben presto non ne potranno più di viaggiare, fare tournè mondiali, andare nelle suite d'albergo e abboffarsi in cenoni di gala.
Nel libro Flür fa l'elenco distratto delle sue creazioni di strumenti musicali, infarcisce le pagine di incontri vari con donzelle che gli si offrono (ma anche un Helmut Berger che fa delle avance moleste). Ogni x pagine ci ricorda che ha fondato un nuovo, bellissimo gruppo chiamato Yamo.
Ma la sorpresa più esilarante della storia dei Kraftwerk è il motivo della loro separazione. Di solito nelle biografie dei gruppi ci son sempre di mezzo donne che dividono i membri della band o eccessive aspirazioni da primadonna di uno dei componenti. Tralasciamo le motivazioni "prolet" che Flür ogni tanto rivendica come crepa insanabile tra i due modi di concepire il mondo. Francamente non ci sembrano motivazioni serie.
La verità è che una parte dei Kraftwerk (Florian Schneider e Ralf Hütter) dopo Computer World (1981) entra in un vero e proprio trip per il ciclismo, tralasciando strumenti e studio di registrazione per andare a farsi delle gran biciclettate in giro per l'Europa. Questo il vero motivo della quasi completa immobilità musicale degli ultimi 25 anni (2 dischi ufficiali e qualche singolo), rispetto alla mole di materiale degli anni 1974-81 quando si viaggiava alla media di quasi un disco all'anno.

Wolfgang Flür
, Io ero un robot, Shake Edizioni

Sotto, l'ultimo inno al ciclismo composto dai Kraftwerk.

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